Noi tutti siamo rassegnati alla morte: è alla vita che non siamo rassegnati.- Graham Greene
Noi tutti siamo rassegnati alla morte: è alla vita che non siamo rassegnati.
Non sarebbe meglio se non cercassimo di capire a tutti i costi, se accettassimo il fatto che nessun essere umano può davvero capire un altro, che una moglie non capisce il marito, un innamorato la sua amante, un genitore il figlio?
Mostratemi un uomo felice, e io vi mostrerò la presunzione, l'egoismo, la malignità, a meno che non sia la totale ignoranza.
Preferisco avere sangue nelle mie mani piuttosto che acqua come Ponzio Pilato.
Le donne sono più sagge degli uomini: si preoccupano di come trascorrere gli inevitabili intervalli tra un amplesso e l'altro.
Il mondo non è nero e bianco. Sembra di più nero e grigio.
È incredibile con quanta prontezza e buona grazia ci rassegniamo alle disgrazie altrui.
Penso che la nostra società sia contrassegnata da molte perdite, dalla difficoltà di capire, a tutte le età e al di là di ciò che abbiamo conquistato, che cosa vogliamo veramente nella vita.
Qualche certezza resta intatta. Fortunatamente o sfortunatamente, sia chiaro. Per esempio, la certezza che la sinistra italiana riesca a perdere le elezioni.
Non c'è più tempo per piangere sul latte versato, è ora tempo di piangere nella tua birra.
Nessun popolo crede nel suo governo. Tutt'al più, la gente è rassegnata.
In Italia tutti ritengono che il cambiamento sia necessario, ma poi sospirano perché è anche impossibile.
Quando la morte verrà accettiamola indifferenti e lasciamoci condurre dentro il mistero.
Chi vuol vivere in pace vede, soffre e tace con pazienza.
Un metodo infallibile di conciliazione con una tigre è di consentire a se stessi di essere divorati.
Il destino è un'invenzione della gente fiacca e rassegnata.