La serenità è il frutto della rassegnazione all'incertezza.- Nicolás Gómez Dávila
La serenità è il frutto della rassegnazione all'incertezza.
Nel nostro secolo ogni impresa collettiva edifica prigioni. Solo l'egoismo ci impedisce di collaborare ad atti infami.
Le civiltà muoiono per l'indifferenza verso i valori peculiari che le fondano.
La modernità non sfugge alla tentazione di identificare il permesso con il possibile.
La morte di Dio, è una falsa notizia messa in giro dal diavolo che mentiva sapendo di mentire.
Una filosofia ne supera un'altra solo quando definisce con maggior precisione lo stesso mistero insolubile.
Il dolore, in chi manca di pane, è più rassegnato.
È incredibile con quanta prontezza e buona grazia ci rassegniamo alle disgrazie altrui.
Noi uomini siam in generale fatti così: ci rivoltiamo sdegnati e furiosi contro i mali mezzani e ci curviamo in silenzio sotto gli estremi; sopportiamo, non rassegnati ma stupidi, il colmo di ciò che da principio avevamo chiamato insopportabile.
Non esistono condizioni meteo sfavorevoli, esistono uomini che si arrendono.
Appare diffusa nel Bel Paese, tra la generale rassegnazione (o complicità?), la convinzione che il servizio per il quale si è pagati sia in realtà un magnanimo gesto di cortesia verso chi lo richiede.
La rassegnazione è il coraggio del dolore cristiano.
L'abitudine genera rassegnazione. La rassegnazione genera apatia. L'apatia genera inerzia. L'inerzia genera indifferenza.
Bisogna dare per perduto quello che si vede bene è perduto.
Il destino è un'invenzione della gente fiacca e rassegnata.
Chi getta la spugna non vince mai, e un vincente non getta mai la spugna.