Bisogna dare per perduto quello che si vede bene è perduto.- Gaio Valerio Catullo
Bisogna dare per perduto quello che si vede bene è perduto.
Ciò che una donna dice all'amante appassionato, scrivilo nel vento e nell'acqua rapida.
Povero Catullo, smetti di vaneggiare, e quel che vedi perduto ritienilo perduto.
È difficile guarire di colpo d'un amore durato a lungo.
Baciami mille volte e ancora cento poi nuovamente mille e ancora cento e dopo ancora mille e dopo cento, e poi confonderemo le migliaia tutte insieme per non saperle mai, perché nessun maligno porti male sapendo quanti sono i nostri baci.
Nulla è più sciocco di un sorriso sciocco.
È incredibile con quanta prontezza e buona grazia ci rassegniamo alle disgrazie altrui.
La rassegnazione è la posizione più comoda di un infermo che si è rigirato a lungo tra i tormenti per poterla trovare, e così ha finito per stancarsi e, con la stanchezza, ha trovato anche la posizione.
Gli uomini avevano rinunciato per sempre a una felicità condivisa, le donne condividevano anche ciò che non avevano e non avrebbero mai avuto.
Averle perse tutte, le speranze, gli dette la stessa pace che averle tutte intatte.
Mi chiedevo se era quella la rassegnazione, quel vuoto aspettare, contando i giorni come i grani di un rosario, sapendo che non ci appartengono, ma sono giorni che pure dobbiamo vivere perché ci sembrano preferibili al nulla.
L'errore peggiore che possiamo fare nella vita è lasciar perdere quando sappiamo tutti di avere ancora una missione da compiere.
La speranza, al contrario di quello che si crede, equivale alla rassegnazione. E vivere non è rassegnarsi.
Quando la morte verrà accettiamola indifferenti e lasciamoci condurre dentro il mistero.
La rassegnazione è un suicidio quotidiano.
Ciò che non può essere curato, deve essere sopportato.