Ci si può rassegnare alla disperazione, ma anche ci si può disperare della rassegnazione.- Sergio Quinzio
Ci si può rassegnare alla disperazione, ma anche ci si può disperare della rassegnazione.
Un grande amore per la vita è inseparabile da una più che disperata delusione.
Dove non ci sono domande è inutile mettere risposte, ma è inutile anche farsi domande quando non si ha più nessuna speranza di pervenire a vere risposte.
La forza capace di dire parole vere è la stessa che è necessaria per tacere.
La mancanza di volontà di vivere, che oggi dilaga endemica, è l'unica malattia certamente mortale, alla quale non ci sarà rimedio in eterno.
In amore il solo fallimento consiste nel non tentare più.
Dall'abito della rassegnazione sempre nasce noncuranza, negligenza, indolenza, inattività, e quasi immobilità.
Humor. Forma di rassegnazione davanti all'inevitabile. Ne esistono versioni altissime. Sconsigliabili quelle alticce.
Non c'è pace esente da grida di dolore, non c'è perdono senza sangue sparso sul terreno, non c'è accettazione che non nasca da una perdita.
Solo i principi valgono la pena di una lotta e d'una sconfitta; per tutto il resto si può essere arrendevoli.
È incredibile con quanta prontezza e buona grazia ci rassegniamo alle disgrazie altrui.
Non c'è più tempo per piangere sul latte versato, è ora tempo di piangere nella tua birra.
La rassegnazione è il coraggio del dolore cristiano.
In Italia tutti ritengono che il cambiamento sia necessario, ma poi sospirano perché è anche impossibile.
L'errore peggiore che possiamo fare nella vita è lasciar perdere quando sappiamo tutti di avere ancora una missione da compiere.