Una gran parte di quello che i medici sanno è insegnato loro dai malati.- Marcel Proust
Una gran parte di quello che i medici sanno è insegnato loro dai malati.
L'idea che si morirà è più crudele del morire, ma meno dell'idea che un altro sia morto.
É più facile rinunciare ad un sentimento che perdere un'abitudine.
Come un uomo intelligente non ha paura di sembrare stupido a un altro uomo intelligente, così non da un gran signore, ma da un cafone l'uomo elegante teme di vedere misconosciuta la sua eleganza.
La generosità non è spesso che l'aspetto interore che prendono i nostri sentimenti egoistici quando non li abbiamo ancora nominati e classificati.
Siamo tutti costretti, per rendere sopportabile la realtà, a coltivare in noi qualche piccola pazzia.
Tra cento cosiddetti medici solo di rado si trova un vero medico, e di conseguenza i malati sono sempre e in ogni caso una comunità condannata all'infermità e alla morte.
Non vi è speranza che la scienza medica possa mai diventare una scienza, dato che si basa sull'idea che un oggetto - la malattia - possa essere guarita allorché il farmaco specifico - il rimedio - viene scoperto.
Lasciate che il cibo sia la vostra medicina e la vostra medicina sia il cibo.
Uno dei principali doveri del medico è quello di educare i suoi clienti a non prendere le medicine.
Attenti al medico che ha un rimedio per tutto.
I medici sono i più felici tra gli uomini: la rinomanza proclama i loro successi e la terra ricopre i loro errori.
I medici si agitano in questo dilemma: o lasciar morire l'ammalato per timore di ucciderlo o ucciderlo per timore che muoia.
Niente da dire contro i medici, gente grandiosa: prima quando si aveva una puntura di zanzara ci si grattava, oggi ci possono prescrivere dodici pomate diverse e nessuna serve.
I prodotti farmaceutici per cani e gatti dovrebbero essere prima sperimentati sull'uomo, tenuto in appositi stabulari.
La medicina è anche una professione di morte, medicina e "medicidio".