L'indolenza è il sonno della mente.- Marchese di Vauvenargues
L'indolenza è il sonno della mente.
Chi è nato per obbedire, obbedirebbe anche sul trono.
Se i nostri amici ci fanno dei favori, pensiamo che ce li debbano a titolo di amicizia, però non pensiamo che non ci debbono la loro amicizia.
Esigere che gli altri facciano per noi quello che non vogliono fare per loro stessi è ingiusto.
L'odio non è meno volubile dell'amicizia.
L'arte di piacere è l'arte di ingannare.
Normalmente l'istinto ti suggerisce cosa fare prima che la mente lo immagini.
Chi è troppo indaffarato non può svolgere bene nessuna attività, perché una mente impegnata in mille cose non può concepire nobili pensieri.
La mente trasforma ciò che è implicito in esplicito.
Tra gli esercizi dello spirito, il più utile è la storia.
L'erudizione non educa la mente.
Aver paura d'innamorarsi troppo, non disarmarsi per non sciupare tutto, non dire niente per non tradir la mente, è un leggero dolore che però io non so più sopportare.
La scienza mi dice che deve esserci un Dio, la mente che non lo comprenderò mai, il cuore che non sono tenuto a farlo.
La mente intuitiva è un regalo sacro e la mente razionale è un servitore fedele. Noi abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il regalo.
La mente dovrebbe ogni tanto trovare qualche distrazione, perché con ciò possa meglio rivolgersi al pensiero.
Esiste una stanchezza dell'intelligenza astratta ed è la più terribile delle stanchezze. Non è pesante come la stanchezza del corpo, e non è inquieta come la stanchezza dell'emozione. È un peso della consapevolezza del mondo, una impossibilità di respirare con l'anima.