Chi è nato per obbedire, obbedirebbe anche sul trono.- Marchese di Vauvenargues
Chi è nato per obbedire, obbedirebbe anche sul trono.
Se i nostri amici ci fanno dei favori, pensiamo che ce li debbano a titolo di amicizia, però non pensiamo che non ci debbono la loro amicizia.
Ci inganna più spesso la ragione che la natura.
L'odio non è meno volubile dell'amicizia.
Non siamo più grati ai nostri amici della stima che hanno delle nostre buone qualità, appena osano accorgersi dei nostri difetti.
Nessuno, quanto gli sciocchi, si crede capace di ingannare le persone intelligenti.
Quando il cittadino si rifiuta di obbedire, e l'ufficiale dà le dimissioni dal suo incarico, allora la rivoluzione è compiuta.
Ciascuno stia sottomesso alle autorità costituite; poiché non c'è autorità se non da Dio e quelle che esistono sono stabilite da Dio. Quindi chi si oppone all'autorità, si oppone all'ordine stabilito da Dio.
Tutti obbediscono con animo sereno quando a comandare è una persona che ne è degna.
La scomparsa del senso di responsabilità è la conseguenza di vasta portata della sottomissione all'autorità.
Se il Bene, invece che estraneo, incomprensibile, un altrui capriccio, ci apparisse nostro, espressione di ciò che vogliamo profondamente, non ci sarebbe alcun merito ad obbedirgli, poiché non vi sarebbe alcuna amarezza.
Chi vuol vivere a lungo deve servire. Chi invece vuol dominare non vive a lungo.
Se l'obbedienza è il risultato dell'istinto delle masse, la rivolta è quello della loro riflessione.
È la sottomissione, l'idea sconvolgente e semplice, mai espressa con tanta forza prima di allora, che il culmine della felicità umana consista nella sottomissione più assoluta.
Chi ama la vita non riesce mai ad adeguarsi, subire, farsi comandare. Chi ama la vita è sempre con il fucile alla finestra per difendere la vita. Un essere umano che si adegua, che subisce, che si fa comandare, non è un essere umano.
Assai sa chi non sa, se sa obbedire.