Tutta la ricchezza dell'uomo è in ciò che gli manca.- Mario Andrea Rigoni
Tutta la ricchezza dell'uomo è in ciò che gli manca.
L'amore ha anche questo in comune con la poesia: che, quando ci si spiega, si è perduti.
Possiamo rinunciare al necessario purché ci sia garantito il superfluo!
Il sublime e il kitsch non sono lontani tra loro: quando lo splendore di un paesaggio diventa quasi insostenibile, a che cosa mai si può pensare se non a una cartolina?
La nostra nullità dovrebbe moderare la nostra ambizione; d'altronde questa nasce proprio da quella.
Si impara più da una visita a un mattatoio che da venticinque secoli di esperienza filosofica.
Ostentare ricchezza, potere, sicurezza, salute, attivismo, sono tutti espedienti per esorcizzare l'angoscia del tempo che ci sfugge dalle mani.
La povertà è la consapevolezza della mancanza. La ricchezza è la consapevolezza dell'abbondanza.
Un miliardario spesso non è che un povero uomo con tanti soldi.
Il lavoro non è la fonte di ogni ricchezza.
L'ambizioso deve sempre lottare contro la sue epoca con le armi dell'epoca. Nella nostra epoca si ha il culto della ricchezza e il nostro dio è l'oro. Per riuscire occorre la ricchezza, quindi ad ogni costo bisogna essere ricchi.
La ricchezza secondo natura ha confini ben precisi ed è facile a procacciarsi, quella secondo le vane opinioni cade in un processo all'infinito.
La ricchezza somiglia all'acqua di mare: quanto più se ne beve, tanto più si ha sete.
Senza la ricchezza è vano essere un ragazzo simpatico.
Colui che ha una grande ricchezza in sé stesso è come una stanza pronta per la festa di Natale, luminosa, calda e gaia in mezzo alla neve e al ghiaccio della notte di dicembre.
Della ricchezza gode soprattutto l'uomo che non ne sente affatto il bisogno.