Bisogna leggere i dialoghi man mano che li si scrive: il cinema è qualcosa che suona, è rumore.- Massimo Venier
Bisogna leggere i dialoghi man mano che li si scrive: il cinema è qualcosa che suona, è rumore.
Wemmick era alla sua scrivania e stava mangiando - e masticando rumorosamente - un biscotto duro e secco, di cui buttava ogni tanto dei pezzetti nella fessura della bocca, come se li stesse imbucando.
Credo nel rumore di chi sa tacere.
In autunno, il rumore di una foglia che cade è assordante perché con lei precipita un anno.
Perché non potevano stare zitti? Perché quella necessità di aggredire acusticamente un mondo in cui alcuni apprezzavano il silenzio?
Un'ombra distante e appena accennata, un sospiro tenue e ripetuto come il frinire delle cicale nascoste dentro un campo di grano.
Le persone che non fanno rumore sono pericolose.
Per chi è solo, il rumore è già una consolazione.
La pennica è sacra: un'ora e mezza a letto ogni giorno dopo pranzo. Sto disteso e godo nel sentire i clacson in lontananza. Quelli della gente che sta in macchina, in coda, suda, si affanna. Io ridacchio fra me e me e penso: ma 'ndo annate?
Quando lo spirito si adagia per assopirsi in una "armonia più alta", il rumore del conflitto lo risveglia.
Il rumore non fa bene, il bene non fa rumore.