La paura fa correre, correre fa sbagliare.- Mauro Corona
La paura fa correre, correre fa sbagliare.
Usciva mezzo addormentato dal lenzuolo rosa dell'alba e si stendeva sulle punte dei monti circostanti.
La montagna mi ha fatto capire che è da sciocchi mettere la vita in banca sperando di ritrovarla con gli interessi. Mi ha aiutato a non essere troppo tonto, anche se un po' tonti si è tutti da giovani.
Freddo e fame non rendono gli uomini buoni, li rendono saggi, forse astuti, di sicuro opportunisti.
L'estate stava facendo posto all'autunno tirandosi più in là, come un nonno sulla panca del focolare che si sposta per far spazio al nipote.
Quegli ulivi, nonostante il corpo stravolto, bugnoso, avvitato su se stesso come in preda a contorsioni tremende, conservavano un'eleganza, uno stile e un equilibrio mai riscontrati in nessun altro albero.
La fretta è dei giovani che non conoscono le delizie dell'attesa, la volontà di un prolungamento che avvolge la resa di odori profondi e prelibati.
Più è urgente il motivo per cui si fa una coda, più lento sarà l'impiegato allo sportello.
La gente cambia in fretta Cambia chi non ci si aspetta Cambia tipo Romeo travestito da Giulietta.
Qualunque cosa venga prodotta frettolosamente tra i rifiuti finisce facilmente.
Non è possibile muoversi così in fretta per tentare di cambiare le cose più velocemente di quanto la gente possa accettare. Questo non significa che non fai nulla, ma significa che devi fare le cose che devono essere fatte in base alle priorità.
Prendetemi in parola, se siete in una gran fretta, vivrete certamente fino a pentirvene.
Vagava per l'appartamento silenzioso come il fantasma di se stessa, inseguendo senza fretta la propria lucidità. Sto impazzendo, pensava alle volte. Ma non le dispiaceva. Anzi, le veniva da sorridere, perché finalmente stava scegliendo lei.
La fretta genera l'errore in ogni cosa.
Si decide in fretta di essere amici, ma l'amicizia è un frutto che matura lentamente.
Non deve l'uomo nobile correre per via, né troppo affrettarsi; che ciò conviene al palafreniere, e non al gentiluomo.