Milano è come me, va di fretta e cerca di fare tutto meglio che può, nonostante se stessa.- Daria Bignardi
Milano è come me, va di fretta e cerca di fare tutto meglio che può, nonostante se stessa.
La sola possibilità che abbiamo, quaggiù, è vivere per gli altri.
Io non ho un centro, non ho certezze, non ho equilibrio, non so difendermi, ho solo la forza che mi viene da tutto quello a cui sono sopravvissuta. E la paura, costante.
Rino non si offende mai, posso dirgli qualunque cosa e non si scompone, come tutte le persone equilibrate e sicure di sé.
Io prendo sul serio solo le cose negative minimizzando o ignorando quelle positive, come se fossi affetta da una strana miopia e riuscissi a mettere a fuoco solo ciò che è brutto. Come se fosse vero e reale solo quel che fa soffrire, e il resto scontato o inutile.
A chi opera con calma, ogni cosa è chiara e sicura; la fretta è sconsiderata e cieca.
Prendetemi in parola, se siete in una gran fretta, vivrete certamente fino a pentirvene.
Vagava per l'appartamento silenzioso come il fantasma di se stessa, inseguendo senza fretta la propria lucidità. Sto impazzendo, pensava alle volte. Ma non le dispiaceva. Anzi, le veniva da sorridere, perché finalmente stava scegliendo lei.
La fretta e la superficialità sono le malattie psichiche del ventesimo secolo, e più di ogni altro posto si riflettono nella stampa.
La fretta, nenné, fa più danni della grandine!
Mi piace la pressione aggiuntiva. Mi fa lavorare di più.
Un antico proverbio africano dice: "Se volete andare in fretta, andate soli; se volete andare lontano, andate insieme". Dobbiamo andare lontano... in fretta.
È un errore far capire a un oggetto meccanico che hai fretta.
Saggiamente e con lentezza; inciampano quelli che corrono veloce.
Non è possibile muoversi così in fretta per tentare di cambiare le cose più velocemente di quanto la gente possa accettare. Questo non significa che non fai nulla, ma significa che devi fare le cose che devono essere fatte in base alle priorità.