Bellezza, l'ultima vittoria possibile dell'uomo che non ha più speranza.- Milan Kundera
Bellezza, l'ultima vittoria possibile dell'uomo che non ha più speranza.
Lo scrittore che si sforza di sorvegliare le traduzioni dei suoi romanzi corre dietro alle innumerevoli parole come un pastore dietro a un gregge di pecore brade; triste figura ai propri occhi, ridicola agli occhi degli altri.
Chi tende continuamente "verso l'alto" deve aspettarsi prima o poi d'essere colto dalla vertigine.
Il più grande piacere è essere ammirati.
Ma è proprio il debole che deve esser forte e andar via, quando il forte è troppo debole per poter fare del male al debole.
L'uomo conta sull'immortalità e dimentica di mettere in conto la morte.
Solo uno spirito disperato può raggiungere la serenità, e per essere disperati bisogna aver molto vissuto e amare ancora il mondo.
Diciassette anni di vita non forniscono una corazza abbastanza resistente contro la disperazione.
La schizofrenia non può essere capita senza capire la disperazione.
Solo sulle salde fondamenta di un'inflessibile disperazione si può d'ora innanzi costruire l'edificio dell'anima.
Bisogna toccare il fondo per poter risalire.
Per l'uomo che prega molto non esistono disperazione né amara tristezza.
Veder la fine d'un periodo di ansie e paure! Veder finalmente allontanarsi la nube che incombeva su di noi, che c'intisichiva il cuore, che faceva della felicità null'altro che un ricordo! Questa è una gioia che, senz'altro, avrà sperimentato qualche volta ogni creatura vivente.
Negli istanti in cui la vita ci appare tollerabile, non le domandiamo di avere un senso; è la disperazione del cuore che induce lo spirito ad essere troppo esigente.
Curare la disperazione è in sé al di là della portata della scienza medica.
Quando le cose ti vanno bene, non essere superbo; quando ti vanno male, non avvilirti.