Chi cerca l'infinito non ha che da chiudere gli occhi.- Milan Kundera
Chi cerca l'infinito non ha che da chiudere gli occhi.
L'ironia irrita. Non perché si faccia beffe o attacchi, ma perché ci priva delle certezze svelando il mondo come ambiguità.
Tutti i romanzieri, forse, non scrivono che una sorta di tema (il primo romanzo) con variazioni.
Nel nostro mondo l'ozio è diventato inattività, che è tutt'altra cosa: chi è inattivo è frustrato, si annoia, è costantemente alla ricerca del movimento che gli manca.
Non certo la necessità, bensì il caso è pieno di magia. Se l'amore deve essere indimenticabile, fin dal primo istante devono posarsi su di esso le coincidenze, come uccelli sulle spalle di Francesco d'Assisi.
Ciò che dà un senso al nostro comportamento è sempre qualcosa che ci è totalmente sconosciuto.
La nozione dell'infinito ha il doppio carattere d'imporsi e di essere incomprensibile.
Dio è l'infinito negarsi. La dimensione interiore del negarsi è infinita, è l'infinito. E il negarsi è l'individualità dell'infinito.
Vorrei il bello nell'infinito, invece vi trovo soltanto il dubbio.
L'infinito è nel cuore dell'uomo, e non altrove.
Nulla è per lo spirito più raggiungibile che l'infinito.
Non accontentarti dell'orizzonte, cerca l'infinito.
L'infinito! Nessun'altra questione ha mai toccato così profondamente lo spirito umano; nessun'altra idea ha stimolato altrettanto fruttuosamente il suo intelletto; tuttavia nessun altro concetto ha più bisogno di essere chiarito come quello di infinito.
Finché gli uomini crederanno nell'infinito, alcuni laghi saranno creduti senza fondo.
Tutti facciamo parte di una storia infinita.