L'esistenza è piuttosto una maledizione che un bene.- Napoleone Bonaparte
L'esistenza è piuttosto una maledizione che un bene.
Siccome vi è un Dio solo, così nello stato ci vuole una sola giustizia.
Un uomo deve avere tanto meno di volontà quanto più è grande; allora egli dipende dagli avvenimenti e dalle circostanze.
Per farsi capire dalle persone bisogna prima di tutto parlare ai loro occhi.
Non vi può essere Stato politico fisso quando non vi è un corpo insegnante che professi principii politici fissi.
Le pene dell'altro mondo furono immaginate per supplire alle insufficienti attrattive che ci si offrono in esso.
A quanto possiamo discernere, l'unico scopo dell'esistenza umana è di accendere una luce nell'oscurità del mero essere.
Della nostra esistenza buona parte si dilegua nel fare il male, la maggior parte nel non far niente e tutta quanta nell'agire diversamente dal dovuto.
Lo scopo dell'esistenza è conciliare la luminosa opinione che abbiamo di noi stessi con le cose orribili che gli altri pensano di noi.
Forse è proprio vero che di fatto non esistiamo finché non c'è qualcuno che ci vede esistere, che non parliamo finché qualcuno non è in grado di comprendere ciò che diciamo, in sintesi, che non siamo del tutto vivi finché non siamo amati.
Di tanti vuoti è costruita la pienezza dell'esistenza umana.
Emozioni, il fiato corto e il cuore che batte a mille sono il vero significato dell'esistenza.
Se il diritto all'esistenza è il primo inviolabile diritto d'ogni uomo, chi può comandare il sacrificio dell'esistenza di alcuni uomini per il miglioramento d'altri uomini?
L'effimero è l'appassionata e fragile misura della nostra esistenza.
Nessuno vive nel paradiso terrestre e l'esistenza è anche malizia contro la malizia che s'annida in essa.