La guerra è crudele per i popoli e terribile per i vinti.- Napoleone Bonaparte
La guerra è crudele per i popoli e terribile per i vinti.
Il caso è la provvidenza degli avventurieri.
Non credo al proverbio che, per saper comandare, bisogna saper obbedire.
Gli uomini hanno un cuore, le leggi non l'hanno.
L'uomo si chiede: donde vengo? chi sono? dove vado? Questi misteri ci spingono verso la religione. Noi accorriamo ad essa, la nostra naturale tendenza ci trascina, ma l'istruzione ci arresta.
In politica un'assurdità non è uno svantaggio.
La guerra uccide più cornuti di quanto la pace non generi uomini.
La guerra è un ossessione dei vecchi, che mandano i giovani a combatterla.
Come si può sperare di sconfiggere le guerre se nel mondo continueranno a vincere uomini che hanno ancora paura?
Se esistesse una legge internazionale che obbligasse ogni capo di Stato che dichiarasse guerra a scendere in campo con tutti i suoi consiglieri per combatterla in prima linea accanto ai soldati, nel mondo ci sarebbe sicuramente qualche guerra in meno e, forse, anche qualche pacifista in piú.
Nella guerra, determinazione; nella sconfitta resistenza; nella vittoria, magnanimità; nella pace, benevolenza.
Una guerra non termina con la pace, ma con la guerra successiva.
Gli italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre.
L'inizio di ogni guerra è come aprire la porta su una stanza buia. Non si sa mai che cosa possa esserci nascosto nel buio.
Sembra che gli uomini provino più sensi di colpa per i terremoti che per le guerre che essi stessi fomentano.
La guerra, questa giustificazione della stupidità umana.