Facciamo la guerra per poter vivere in pace.- Aristotele
Facciamo la guerra per poter vivere in pace.
Gli inferiori si ribellano per poter essere uguali e gli uguali per poter essere superiori. È questo lo stato d'animo da cui nascono le rivoluzioni.
Se dipende da noi compiere le azioni belle e quelle brutte, e analogamente anche il non compierle, e se è questo l'essere buoni o cattivi, allora dipende da noi l'essere virtuosi o viziosi.
Le più grandi virtù sono quelle che sono più utili per le altre persone.
Lo stato delle stelle, in confronto all'uomo, sarebbe penoso se l'eccellenza dell'anima venisse ad esso negata e attribuita invece alle formiche, agli scarafaggi o alle erbe.
Gli uomini colti sono superiori agli uomini incolti nella stessa misura in cui i vivi sono superiori ai morti.
In guerra, la massima 'la sicurezza innanzi tutto' porta diritto alla rovina.
La guerra è il sistema più spiccio per trasmettere una cultura.
La guerra in un primo momento è la speranza che a uno possa andar meglio, poi l'attesa che all'altro vada peggio, quindi la soddisfazione perché l'altro non sta per niente meglio e infine la sorpresa perché a tutti e due va peggio.
In guerra non c'è nessun premio per il secondo classificato.
Ogni guerra civile si trasforma in guerra di religione.
Nelle assemblee va bene la lingua, ma in guerra valgono di più le mani.
Di tutte le religioni dell'uomo, la guerra è la più tenace; ma anch'essa può dissolversi.
Si sta in una guerra anche per vergogna di rimanerne fuori.
Nessuno può garantire il successo in guerra, può solo meritarlo.
La guerra è un ossessione dei vecchi, che mandano i giovani a combatterla.