Chiodo scaccia chiodo, ma quattro chiodi fanno una croce.- Cesare Pavese
Chiodo scaccia chiodo, ma quattro chiodi fanno una croce.
Che cosa non sonnecchia sotto la scorza di noialtri. Bisognerebbe avere il coraggio di svegliarsi e trovare se stessi. O almeno parlarne. Si parla troppo poco a questo mondo.
Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.
Non ci si libera di una cosa evitandola, ma soltanto attraversandola.
L'amore è come la grazia di dio l'astuzia non serve.
Aspettare è ancora un'occupazione. È non aspettare niente che è terribile.
Molte guerre, purtroppo, derivano dal timore di coloro che sono diversi da noi stessi. Solo attraverso il "dialogo" si possono superare queste paure.
Questa dannata guerra finirà quando saremo troppo vecchi per goderci la pace.
La guerra sta all'uomo, come la maternità alla donna.
Più che una fine della guerra, vogliamo la fine dei principi di tutte le guerre.
Questo mondo quasi senza più guerre ma con una pace feroce, più tremenda di tutte le guerre del passato.
Dobbiamo stare attenti a non attribuire a questo trasferimento gli attributi di una vittoria. Le guerre non si vincono con le evacuazioni.
Tutto è sempre possibile, anche la guerra, che ci sembra impensabile e che la nostra cultura si illudeva di aver superato e aveva invece soltanto rimosso.
Finché ci saranno gli uomini, ci saranno le guerre.
In guerra le considerazioni morali contano per i tre quarti, il rapporto delle forze reali solo per l'altro quarto.
Quanto più siamo forti, tanto meno probabile è la guerra.