È necessario che ciascuno scenda una volta nel suo inferno.- Cesare Pavese
È necessario che ciascuno scenda una volta nel suo inferno.
Gli uomini sono tutti d'accordo per frequentare le prostitute, e lì si sfogano e non dànno più noia alle altre. Dunque le rispettino.
Troppo sovente, mi pare, l'immagine di Walt Whitman che i commentatori hanno dinanzi agli occhi è quella del vecchio barbuto e secolare, intento a contemplare la farfalla o a comprendere nelle occhiaie mansuete la serenità finale di ogni gioia e miseria dell'universo.
Siccome Dio poteva creare una libertà che non consentisse il male ne viene che il male l'ha voluto lui. Ma il male lo offende. È quindi un banale caso di masochismo.
Le uniche donne che vale la pena di sposare, sono quelle che non ci si può fidare a sposare.
Gli anacoreti si maltrattavano a quel modo, per farsi scusare presso la gente comune la beatitudine che avrebbero goduto in cielo.
All'inferno ci va chi ci crede.
L'inferno è pieno di desideri e di buon senso.
L'inferno è lastricato di buone intenzioni, non di cattive.
L'inferno di cui parla la teologia non è peggiore di quello che noi creiamo a noi stessi in questo mondo formando in modo sbagliato il nostro carattere.
L'inferno inutile ai savi è necessario all'insensata plebe.
Al niente preferisco l'inferno, se non altro per la conversazione.
Senza il purgatorio e l'inferno, il buon Dio non sarebbe che un povero re.
Il mondo che abitiamo è l'inferno temperato dal nulla, dove l'uomo, che rifiuta di conoscere sé stesso, preferisce immolarsi.
Quando moriremo andremo sicuramente in Paradiso, perchè l'Inferno l'abbiamo già vissuto qui.