È necessario che ciascuno scenda una volta nel suo inferno.- Cesare Pavese
È necessario che ciascuno scenda una volta nel suo inferno.
Il maggiore torto del suicida è non d'uccidersi, ma di pensarci e non farlo. Niente è più abbietto dello stato di disintegrazione morale cui porta l'idea, l'abitudine dell'idea del suicidio.
Non manca mai a nessuno una buona ragione per uccidersi.
La ricchezza della vita è fatta di ricordi, dimenticati.
Scrivere è consumare i cattivi stili adoperandoli.
Più di tre persone fanno folla, e nulla si può dire allora che valga la pena.
L'inferno è la mia passione.
L'inferno inutile ai savi è necessario all'insensata plebe.
Il mondo che abitiamo è l'inferno temperato dal nulla, dove l'uomo, che rifiuta di conoscere sé stesso, preferisce immolarsi.
L'inferno è per i puri; questa è la legge del mondo morale. Esso è infatti per i peccatori, e peccare si può soltanto contro la propria purezza. Se si è una bestia, non si può peccare e non si sente nulla di un inferno.
Il mondo è appunto l'inferno e gli uomini sono, da una parte, le anime tormentate e, dall'altra, i diavoli.
Chi dice che l'inferno è nell'aldilà conosce male l'aldiquà.
Senza il purgatorio e l'inferno, il buon Dio non sarebbe che un povero re.
Anche Iddio ha il suo inferno: è il suo amore per gli uomini.
Si è sempre tentato di tenere insieme gli uomini con la forza o le minacce. La minaccia dell'inferno era un tentativo di questo tipo.
Da quando l'uomo non crede più all'inferno, ha trasformato la sua vita in qualcosa che somiglia all'inferno. Non può farne a meno.