Conta quello che si fa, non che si dice.- Cesare Pavese
Conta quello che si fa, non che si dice.
Non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi.
Amore è desiderio di conoscenza.
Tanti sono morti disperati. E questi hanno sofferto più di Cristo. Ma la grande, la tremenda verità è questa: soffrire non serve a niente.
L'uomo è come una bestia, che vorrebbe far niente.
Il dolore non è affatto un privilegio, un segno di nobiltà, un ricordo di Dio. Il dolore è una cosa bestiale e feroce, banale e gratuita, naturale come l'aria.
Se si sa esattamente che cosa si farà, perché farlo?
Se devi fare una cosa, falla con stile.
È meglio fare e pentere che starsi e pentirsi.
L'uomo fa sempre soltanto ciò che vuole e pure lo fa necessariamente. Ciò dipende dal fatto che egli è già ciò che vuole, poiché da ciò che è segue necessariamente ciò che di volta in volta fa.
Quando si fa qualcosa molto volentieri, c'è quasi sempre, in quel che si fa, un qualcosa che non è la cosa stessa.
La ricompensa per una cosa ben fatta è di averla fatta.
Per fare ciò che si vuole bisogna nascere re o stupidi.
Quando si tende a fare le cose che fanno tutti gli altri si diventa tutti gli altri.
Gli uomini che tentano di fare qualcosa per il mondo sono sempre insopportabili; quando il mondo ha fatto qualcosa per loro, sono deliziosi.
Ciò che noi facciamo non viene mai capito, ma soltando lodato o biasimato.