Per fare ciò che si vuole bisogna nascere re o stupidi.- Lucio Anneo Seneca
Per fare ciò che si vuole bisogna nascere re o stupidi.
Non dobbiamo possedere nulla che procuri un grande guadagno a chi voglia sottrarcelo.
Il cielo è minaccioso prima che si scateni la tempesta, gli edifici scricchiolano prima di crollare, un incendio lo preannuncia il fumo: il danno che proviene dall'uomo è improvviso e si mimetizza con più cura quanto più è vicino.
La virtù è ricompensa a se stessa.
Chi è morto non sente nessun male: se lo sente non è morto.
Dev'essere proposito eguale dell'insegnante e del discepolo: che uno voglia giovare e l'altro apprendere.
È purtroppo vero, chi vuol figurare nel mondo, conviene che faccia quello che fanno gli altri.
Se fare fosse facile quanto sapere ciò che va fatto, le cappelle sarebbero chiese e le catapecchie dei poveri palazzi principeschi.
Non fare niente del tutto è la cosa più difficile del mondo, la più difficile e la più intellettuale.
Una delle ragioni principali per cui l'uomo continua a fare una cosa, è che l'ha sempre fatta.
L'uomo fa sempre soltanto ciò che vuole e pure lo fa necessariamente. Ciò dipende dal fatto che egli è già ciò che vuole, poiché da ciò che è segue necessariamente ciò che di volta in volta fa.
Chi prega è santo, ma chi fa, più santo.
Il fare è il miglior modo d'imparare.
Anche se ciò che puoi fare è soltanto una piccola goccia nel mare, può darsi che sia proprio quella a dare significato alla tua esistenza.
Fate le cose nel modo più semplice possibile, ma senza semplificare.
Ci sono persone che, quanto più si fa per loro, meno fanno per se stesse.