L'inferno è il paradiso più la morte.- Albert Camus
L'inferno è il paradiso più la morte.
Insomma, per diventare famosi, basta ammazzare la portinaia.
Vi è solamente un problema filosofico veramente serio: quello del suicidio.
Lo charme: un modo di ottenere in risposta un si senza aver formulato nessuna chiara domanda.
Per secoli si è punito l'omicidio con la pena capitale, eppure la razza di Caino non è scomparsa.
Chi si dispera per un evento è un codardo, ma chi nutre speranze per la condizione umana è uno stolto.
Noi siamo all'inferno, e la sola scelta che abbiamo è tra essere i dannati che vengono tormentati o i diavoli addetti al loro supplizio.
Senza il purgatorio e l'inferno, il buon Dio non sarebbe che un povero re.
L'invenzione dell'inferno è la cosa più orrenda, ed è difficile concepire come, dopo questa invenzione, ci si possa ancora aspettare qualcosa di buono dagli uomini.
Anche Iddio ha il suo inferno: è il suo amore per gli uomini.
Sulla via per l'inferno c'è sempre un sacco di gente, ma è comunque una via che si percorre in solitudine.
L'inferno è una città molto simile a Londra: una città popolosa e fumosa.
L'inferno di cui parla la teologia non è peggiore di quello che noi creiamo a noi stessi in questo mondo formando in modo sbagliato il nostro carattere.
All'inferno ci va chi ci crede.
L'inferno inutile ai savi è necessario all'insensata plebe.
L'Inferno non è che il Paradiso capovolto.