È bello scrivere perché riunisce le due gioie: parlare da solo e parlare a una folla.- Cesare Pavese
È bello scrivere perché riunisce le due gioie: parlare da solo e parlare a una folla.
La fantasia umana è immensamente più povera della realtà.
La ricchezza della vita è fatta di ricordi, dimenticati.
Non sarebbero uomini, se non fossero tristi. La loro vita deve pur morire. Tutta la loro ricchezza è la morte, che li costringe industriarsi, a ricordare e prevedere.
Inutile piangere. Si nasce e si muore da soli.
La massima sventura è la solitudine; tant'è vero che il supremo conforto la religione, consiste nel trovare una compagnia che non falla, Dio. La preghiera è lo sfogo come con un amico.
Soltanto chi parla di quello che ha sperimentato è fiducioso.
Il vero contatto fra gli esseri si stabilisce solo con la presenza muta, con l'apparente non-comunicazione, con lo scambio misterioso e senza parole che assomiglia alla preghiera interiore.
Le nostre parole si disperdono. Le nostre parole viaggiano per trovare coloro che ascolteranno.
Non sempre dobbiamo parlare sulla piazza del mercato di quello che ci capita nella foresta.
Le parole sono per i pensieri quel che è l'oro per i diamanti: necessario per metterli in opera, ma ce ne vuol poco.
Dopo circa quaranta secoli di civiltà orale la Parola è una moneta inflazionata.
Le parole false non sono solo male in se stesse, ma infettano l'anima con il male.
In teologia si danno solo domande, non risposte. Lei non può parlare di Dio con Dio.
Il mio trastullo ormai son solo le parole!
Di ciò di cui non si può parlare, bisogna a poco a poco cessare di tacere.