È bello scrivere perché riunisce le due gioie: parlare da solo e parlare a una folla.- Cesare Pavese
È bello scrivere perché riunisce le due gioie: parlare da solo e parlare a una folla.
La morte, ch'era il vostro coraggio, può esservi tolta come un bene.
Per sopportare i ricordi d'infanzia di un altro, bisogna esserne innamorato.
Tanto stupido che per trovare uno scopo alla sua vita, ha dovuto fare un figlio.
Nessuno si uccide. La morte è destino. Non si può che augurarsela, Ippòloco.
Ogni pensiero è veramente pensato all'istante, il verso fatto della baldanza e diversità della mente in azione, che si vede nell'atto di pensarlo, ed esprime questa sua coscienza. Walt Whitman canta la gioia di scoprire pensieri.
Il comune parlare è recitazione di mantra.
Come mi ha insegnato Eduardo in tanti anni, per farci capire al Nord bisogna parlare un napoletano, chiamiamolo piccolo-borghese, cioè parlare in italiano con l'accento napoletano, però lasciando alcune battute napoletane perché piacciono molto.
Il mio trastullo ormai son solo le parole!
La parola è stata data all'uomo per nascondere i propri pensieri.
Parlano poco per essere amici, troppo per essere innamorati.
L'unico modo di parlare, di raccontare qualcosa della propria esperienza, è di parlare di altri.
La parola è l'ombra dell'azione.
Se mi venissero tolte tutte le mie forze e ricchezze, concedendomi di trattenerne una sola, conserverei la possibilità di parlare, perché con questa riconquisterei tutte le altre.
La lotta alla miseria deve essere condotta dal Governo, mentre la ricerca della felicità deve essere lasciata all'iniziativa privata. In altre parole bisogna essere socialisti al vertice e liberi imprenditori alla base.
Parlare oscuramente lo sa fare ognuno, ma chiaro pochissimi.