Ogni critico è propriamente una donna nell'età critica, astioso e refoulé.- Cesare Pavese
Ogni critico è propriamente una donna nell'età critica, astioso e refoulé.
Per disprezzare il denaro bisogna appunto averne, e molto.
Dove c'è una bella ragazza è sempre il mio paese.
Bisogna osservare bene questo: ai nostri tempi il suicidio è un modo di sparire, viene commesso timidamente, silenziosamente, schiacciatamente. Non è più un agire, è un patire.
Gli uomini sono tutti d'accordo per frequentare le prostitute, e lì si sfogano e non dànno più noia alle altre. Dunque le rispettino.
I tempi della filantropia sono i tempi in cui si mettono dentro i mendicanti.
Gli insetti pungono non per cattiveria ma perché vogliono vivere anche loro; lo stesso è dei critici: vogliono il nostro sangue, non il nostro dolore.
Un critico è un tizio che conosce la strada ma non sa guidare.
È facile criticare giustamente; è difficile eseguire anche mediocremente.
La critica è venefica e benefica.
Il critico ci mostrerà sempre l'opera d'arte in una qualche nuova relazione con la nostra epoca. Lui ci ricorderà sempre che le grandi opere d'arte sono cose vive sono, infatti, le sole cose vive.
La malignità è lo spirito della critica, e la critica è l'origine del progresso e della civiltà.
I novantanove centesimi della critica che si fa tra gli uomini non nasce già dall'amore del vero, ma da presunzione, arroganza, acrimonia, litigiosità, astio gelosia.
Non criticare quello che non puoi capire.
Chi non risparmia le sue critiche a nessun genere di uomini, dimostra di non avercela con nessun uomo, ma di detestare tutti i vizi.
Trovo che il dolore di una piccola critica, anche se infondata, è più acuto del piacere di molte lodi.