Ogni critico è propriamente una donna nell'età critica, astioso e refoulé.- Cesare Pavese
Ogni critico è propriamente una donna nell'età critica, astioso e refoulé.
È bello svegliarsi e non farsi illusioni. Ci si sente liberi e responsabili. Una forza tremenda è in noi, la libertà. Si può toccare l'innocenza. Si è disposti a soffrire.
Ma morire è proprio questo - non più sapere che sei morta.
Nessuno si uccide. La morte è destino. Non si può che augurarsela, Ippòloco.
Ognuno trasogna fra sé,tanto sa che nell'alba spalancherà gli occhi.
Una donna che non sia una stupida, presto o tardi, incontra un rottame umano e si prova a salvarlo. Qualche volta ci riesce. Ma una donna che non sia una stupida, presto o tardi trova un uomo sano e lo riduce a rottame. Ci riesce sempre.
Dove comincia la critica cessa la creatività, così come quando si fanno troppi inventari vuol dire che la produzione ristagna.
Quand'ebbe creato il mondo, il Padre Eterno lo giudicò, dicendolo buono; lo che prova che la critica è coeva della creazione.
Tanto le più elevate quanto le più infime forme di critica sono una sorta di autobiografia.
Il critico è colui che sa trasformare in una nuova foggia o in un materiale nuovo le impressioni da lui riportate intorno alle cose belle.
La critica dei giornali riesce sempre ad esprimere in quali rapporti è il critico con chi viene criticato.
Gli insetti pungono non per cattiveria ma perché vogliono vivere anche loro; lo stesso è dei critici: vogliono il nostro sangue, non il nostro dolore.
Si fa della critica quando non si può fare dell'arte, nello stesso modo che si diventa spia quando non si può fare il soldato.
La malignità è lo spirito della critica, e la critica è l'origine del progresso e della civiltà.
La gente ti chiede una critica, ma in realtà vuole soltanto una lode.
Quando i critici dissentono tra loro, l'artista è d'accordo con sé stesso.