Ogni critico è propriamente una donna nell'età critica, astioso e refoulé.- Cesare Pavese
Ogni critico è propriamente una donna nell'età critica, astioso e refoulé.
Bisogna capire la vita. Capirla quando si è giovani.
La strategia amorosa si sa adoperare soltanto quando non si è innamorati.
Le uniche donne che vale la pena di sposare, sono quelle che non ci si può fidare a sposare.
Perché è sconsigliabile di perdere la testa? Perché allora si è sinceri.
Nessuno si uccide. La morte è destino. Non si può che augurarsela, Ippòloco.
A meno che un critico abbia il coraggio di lodarti senza riserve, io dico, ignora il bastardo.
Il critico capace dovrebbe essere un filosofo, perché dalla filosofia ha imparato la serenità, l'imparzialità, e la transitorietà delle cose della vita umana.
Il critico pretende d'insegnare all'artista quel che lui non imparerà mai.
Le critiche che rivolgiamo alle persone amate ce le allontanano sempre un pò. Non bisogna toccare gli idoli; la doratura può restarci sulle dita.
Il censurare e il lodare sono operazioni sentimentali che nulla hanno a che vedere con la critica.
Pensare prima di parlare è la parola d'ordine del critico. Parlare prima di pensare è quella del creatore.
Si dice che il poeta nasce; anche il critico nasce; anche nel critico ci è una parte geniale, che gli dee dar la natura.
I critici sono spesso persone che avrebbero voluto essere poeti, storici, biografi ecc., se avessero potuto; hanno messo alla prova il loro talento nell'una o nell'altra cosa, e non hanno avuto successo; perciò si sono dati alla critica.
Che sciocca occupazione quella d'impedirci di provare un piacere o farci arrossire di quello che abbiamo provato! È l'occupazione del critico.
I critici giudicano le opere e non sanno di essere giudicati.