I tempi della filantropia sono i tempi in cui si mettono dentro i mendicanti.- Cesare Pavese
I tempi della filantropia sono i tempi in cui si mettono dentro i mendicanti.
Quando le donne parlano ridendo è come un uomo che vi prende da parte per darvi un consiglio.
Uno di campagna è come un ubriaco. È troppo stupido per lasciarsela fare.
Quale mondo giaccia al di là di questo mare non so, ma ogni mare ha un'altra riva, e arriverò.
Non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi.
C'è qualcosa di più assurdo dell'amore? Se lo godiamo fino all'ultimo, subito ce ne stanchiamo, disgustiamo; se lo teniamo alto per ricordarlo senza rimorsi, un giorno rimpiangeremo la nostra sciocchezza e viltà di non aver osato.
I filantropi perdono ogni senso di umanità: è la loro caratteristica distintiva.
Sono dei bei rompicoglioni, i filantropi.
La filantropia è quasi l'unica virtù sufficientemente apprezzata dagli uomini. Non solo, è grandemente sopravvalutata: e chi la sopravvaluta è il nostro stesso egoismo.
Troppo spesso il filantropo circonda l'umanità delle proprie miserie trascorse, come di un'atmosfera, e questo egli lo chiama "pietà".
La filantropia [...] è la religione dei rivoluzionari con la polizza di assicurazione. E poi [...] con la filantropia e l'intelletto rivolto a sinistra s'incassano miliardi.
Le persone dall'animo filantropico perdono il senso dell'umanità. È la caratteristica che li contraddistingue.
Filantropo. Vecchio signore ricco e solitamente calvo, che si è allenato a fare un ghigno ogni volta che la coscienza gli rimorde il portafoglio.