La libertà è una parola che serve solo a fottere la gente.- Niccolò Ammaniti
La libertà è una parola che serve solo a fottere la gente.
L'amore sai cos'è solo quando te lo levano. L'amore è mancanza.
L'appetito era l'espressione di un mondo satollo e soddisfatto, pronto alla resa. Un popolo che assapora invece di mangiare, che stuzzica invece di sfamarsi, è già morto e non lo sa.
La ricerca dell'assoluto, di ciò che ci fa uomini, è un processo individuale, un percorso solitario. Questo non significa che non bisogna misurarsi con gli altri, ma è necessario farlo solo dopo aver raggiunto punti saldi, valori incrollabili.
È la vita, che mi grava addosso. È tutto. È quello che dovevo fare e non ho fatto. Sono le cose che ho cominciato e non ho mai finito. Le lezioni di pianoforte. La bocciatura in secondo liceo. È mia madre che mi dice non ti capisco.
Io ho un problema con gli eroi in generale: non mi piacciono. Non amo l'eroe buono, positivo, nemmeno quello mitologico che incarna in sé la morale, la giustezza della vita.
È più facile trarre in inganno una moltitudine che un uomo solo.
L'uomo impiega l'ipocrisia per ingannare sé stesso, a volte più che per ingannare gli altri.
Si dimenticano molte cose del proprio passato e le si scaccia di proposito dalla mente: cioè si vuole che la nostra immagine, che irraggia dal passato verso di noi, ci inganni, lusinghi la nostra presunzione noi lavoriamo continuamente a questo inganno di noi stessi.
Fatto l'inganno, trovata la legge. Siamo tutti uguali davanti alla legge. Ecco perché molti vizi mettono dentro.
È infinitamente più bello doversi ingannare dieci volte che perdere una volta la fede nell'Umanità.
Ci si inganna sempre perché non si dà la priorità alle evidenze, ma ai desideri.
Le due virtù cardinali in guerra sono la forza e la frode.
Nessuno è come sembra, e quasi tutto, a parte il tradimento vero e proprio, è menzogna e inganno. E il giorno in cui scopriamo che neanche noi siamo diversi, è il giorno in cui ci viene meno la voglia di vivere.
Un popolo che non sa né leggere né scrivere, è un popolo facile da ingannare.
Non c'è peggior disonesto di colui che si dà anima e corpo all'onestà per farla franca.