Il matrimonio è come la morte: pochi ci arrivano preparati.- Niccolò Tommaseo
Il matrimonio è come la morte: pochi ci arrivano preparati.
I pensieri dell'avaro sono pesanti e lividi come il metallo ch'egli ama.
La poesia è la parola dei secoli.
Chi non sente l'amicizia de' luoghi, non ama davvero né le persone.
Chi più fugge le amistanze, più gode l'amicizia.
Se il codardo corresse contro i nemici con la rapidità che li fugge, li spaventerebbe.
Come molti sperimentano quotidianamente nella vita di coppia, le dichiarazioni di astio superano spesso quelle di amore: tra moglie e marito c'è più volersi male che non volersi bene.
Il matrimonio è una cosa esagerata: è come se uno che ha fame comprasse un ristorante.
Le uniche donne che vale la pena di sposare, sono quelle che non ci si può fidare a sposare.
I coniugi debbono vivere insieme per punizione di aver commesso la stupidaggine di essersi sposati.
È curioso: nel gioco del matrimonio le mogli detengono tutti gli onori e invariabilmente perdono ogni singola malia.
Se vuoi sacrificare l'ammirazione di molti uomini per le critiche di una sola persona, allora fallo, sposati.
Quando due persone si sposano diventano agli occhi della legge una sola persona, e quest'unica persona è il marito!
Settembre è il mese perfetto per i matrimoni. Né caldo né freddo. Né bello né brutto. Come il matrimonio, appunto.
La solidità del matrimonio poggia sull'elasticità delle parti.
Bisogna sposarsi con una donna proveniente da una famiglia di pari condizioni; infatti, se ne sposerai una proveniente da una famiglia di condizioni superiori, acquisirai padroni, non parenti.