I libri seri non istruiscono, interrogano.- Nicolás Gómez Dávila
I libri seri non istruiscono, interrogano.
Finiamo sempre col vergognarci di aver condiviso un entusiasmo collettivo.
L'anima deve aprirsi all'invasione di ciò che le è estraneo, rinunciare a difendersi, favorire il nemico, affinché il nostro essere autentico sorga e si mostri, non come una fragile costruzione protetta dalla nostra timidezza, ma come la nostra rocca, il nostro granito incorruttibile.
L'intelligenza tende all'imbecillità come i corpi tendono al centro della terra.
Questo secolo sprofonda lentamente in un pantano di sperma e di merda. Per maneggiare gli avvenimenti attuali gli storici futuri dovranno mettersi i guanti.
La banalizzazione è il prezzo della comunicazione.
Diversi musicisti non considerano George Gershwin un compositore "serio". Non vogliono capire che "serio" o no è un compositore - vale a dire, un uomo che vive dentro la musica ed esprime tutto, "serio" o meno, profondo o superficiale che sia, per mezzo di essa, perché è la sua lingua materna.
In una cinematografia seria come quella americana, noi Vanzina saremmo venerati come Spielberg. Qui dobbiamo vergognarci.
Se c'è una cosa che prendo sul serio è di non prendere niente sul serio.
Bisogna prendere tutto sul serio, ma niente sul tragico.
Noi non ci riempiamo la bocca parlando della gente. Noi abbiamo la serietà e la consapevolezza di essere gente tra la gente.
La Rai preparava con dei corsi di dizione di lingua italiana e straniera i propri presentatori, annunciatori, giornalisti. Lo abbiamo fatto tutti con una grande serietà. Oggi purtroppo questa tradizione anche in Rai si è persa, ed infatti ascoltiamo quello che ascoltiamo.
Prodi nel suo faccia a faccia con Berlusconi farà valere le ragioni della serietà e della ragionevolezza. Berlusconi è un grande venditore, è un uomo mediatico, ma stasera ci saranno delle regole che non gli permetteranno di fare i suoi soliti soliloqui e monologhi.
La serietà non è una virtù. Sarebbe un'eresia, ma un'eresia molto più giudiziosa, dire che la serietà è un vizio.
Con la serietà profetica della sua visione di giustizia Solone si distingue dai molti lirici (di prima e di poi) che si riversano in piatti e borghesi luoghi comuni.
Le modelle si prendono troppo sul serio. In fondo sono solo scherzi genetici della natura, che spendono due ore al giorno con parruchieri e truccatori.