Mai disperare.- Omero
Mai disperare.
L'evento su le ginocchia degli dèi s'asside.
I cuori dei giovani ondeggiano sempre.
Nelle assemblee va bene la lingua, ma in guerra valgono di più le mani.
Il vino mi spinge, il vino folle, che fa cantare anche l'uomo più saggio, e lo fa ridere mollemente e lo costringe a danzare, e gli tira fuori parole che sarebbe meglio tacere.
Vino pazzo che suole spingere anche l'uomo molto saggio a intonare una canzone, e a ridere di gusto, e lo manda su a danzare, e lascia sfuggire qualche parola che era meglio tacere.
Il riso dell'uomo sensitivo e oppresso da fiera calamità è segno di disperazione già matura.
Come ci farebbe disperare la visione di un mondo esterno così freddo, così privo di vita, se dentro di noi non si sviluppasse una forza creatrice che rende bella la natura rendendo belli anche noi.
Diciassette anni di vita non forniscono una corazza abbastanza resistente contro la disperazione.
La bellezza è insopportabile, ci guida alla disperazione, offrendoci per un minuto uno squarcio dell'eternità che vorremmo allungare sopra la totalità del tempo.
Nei miei personaggi non c'è un reale pentimento ma c'è la desolazione, la disperazione in certi casi, e comunque un rimanere attonito di fronte alla manifestazione dei propri difetti.
Spesso la disperazione ha vinto le battaglie.
Soltanto un giocatore disperato tenta il tutto per tutto.
Oh la disperazione di Pigmalione, che avrebbe voluto creare una statua e fece soltanto una donna!
Pazienza. Forma minore di disperazione, travestita da nobile virtù.
Essere compiaciuti dei propri limiti è una condizione disperata.