Essere compiaciuti dei propri limiti è una condizione disperata.- Goethe
Essere compiaciuti dei propri limiti è una condizione disperata.
Nulla è più ripugnante della maggioranza: giacché essa consiste in alcuni forti capi, in bricconi che si adattano, in deboli che si assimilano, e nella massa che trotta dietro senza sapere minimamente quello che vuole.
Il bambino, all'offerta del seno materno, non lo afferra all'inizio; ma presto ci si aggrappa con gusto. E così al seno copioso della saggezza, berrai ogni giorno con gran gusto.
La gioia e l'amore sono le ali per le più grandi imprese.
Ma come, Amore? Mi sei stato lontano così poco e non sai più baciare?
È una caratteristica propria del nostro spirito immaginare disordine e oscurità là dove non sappiamo nulla di certo.
Poiché ricordo, dispero. Poiché ricordo, ho il dovere di respingere la disperazione.
Gradi della disperazione: non ricordarsi di nulla, ricordare qualcosa, ricordare tutto.
"Ma": la terribile parola della disperazione.
Consolarsi con l'altrui miserabilità può certo aiutare ad alleviare la propria disperazione ma non a migliorare se stessi.
Il riso dell'uomo sensitivo e oppresso da fiera calamità è segno di disperazione già matura.
Disperazione è il risultato di ogni serio tentativo di comprendere e giustificare la vita umana.
Non guardo i telegiornali, ti fanno solo venire voglia di rassegnare le dimissioni.
Quanti progetti fattibili sono abortiti nello sconforto, e sono stati strangolati alla loro nascita da una vile immaginazione.
Quando ti preoccupi, ti aggrappi a qualsiasi cosa per la disperazione; e quando ti aggrappi, sei destinato a esaurirti o a esaurire coloro ai quali ti stai aggrappando.
Come un legno che va alla deriva, incapace d'opporsi alla corrente del fiume, ignaro se l'acqua lo scaglierà sulla sponda o lo trascinerà fino al mare, così me ne andavo nella tua esistenza durante quell'autunno. La mia battaglia contro l'amore, il cancro, era ormai perduta.