Partoriranno i monti, e nascerà un ridicolo topo.- Orazio
Partoriranno i monti, e nascerà un ridicolo topo.
Le folgori colpiscono i monti più alti.
Domani torneremo a navigare l'immenso mare.
Era notte e la luna splendeva nel cielo sereno.
Mi sforzo di essere conciso e divento oscuro.
Mentre stiamo parlando il tempo invidioso sarà già fuggito. Cogli il giorno presente confidando il meno possibile nel futuro.
Provo una grande compassione per le vittime che hanno perso la vita sulle montagne e penso alle famiglie che sono a casa. La montagna porta gioia e sofferenza in egual misura. Chi ha arrampicato e continua a farlo, è entrato nella vita degli altri.
La montagna è per me un luogo deserto dove si vede il mondo com'era senza di noi e come sarà dopo.
Sognava rocce alte, spazi aperti e cielo sopra la testa. Senza, era triste.
Tra venti monti innevati, l'unica cosa immobile era l'occhio del merlo.
Le montagne dovrebbero avere dei buchi, per vedere l'altra parte. Osservando il panorama attraverso queste aperture, risparmieremmo delle scalate considerevoli.
Quando si affronta la montagna, è importante amarla. E per tornare vivo è importante essere amato dalla montagna.
Consideriamo l'alpinismo come un'opportunità per esprimere noi stessi fuori dalla giungla delle città che la burocrazia dilagante, il sistema paralizzante delle garanzie sociali e l'intolleranza borghese rendono sempre più simili a prigioni.
Io chiedo a una scalata non solamente le difficoltà ma una bellezza di linee.
Lassù si erano liberati dal desiderio di felicità e perfino dalla speranza, perciò vivevano in pace e tranquilli, avevano cioè trovato la felicità. Ma loro non lo sapevano e campavano così.
Chi ha fede muove le montagne; chi ha fede fa proseliti; chi ha fede vince le battaglie.