Sognava rocce alte, spazi aperti e cielo sopra la testa. Senza, era triste.- Mauro Corona
Sognava rocce alte, spazi aperti e cielo sopra la testa. Senza, era triste.
Vivere è come scolpire, occorre togliere, tirare via il di più, per vedere dentro.
È inutile cercare la vita nel passato. Occorre accettare quello che ci propone il presente, giorno dopo giorno, senza speranze e senza disperazione, partendo ogni mattina da quello che resta.
Fame e freddo non fanno domande.
Abbiamo talmente terrore delle disfatte che quelle bugie, all'inizio pateticamente campate per salvare la faccia, piano piano il nostro cervello le elabora, le fa sue, le modifica fino a farle diventare verosimili.
Se non è allenato alla sconfitta, educato a perdere, corazzato al dolore, in pratica se non ha palle, cominciano i guai.
Nel mondo c'è un ordine naturale di farmacie, poiché tutti i prati e i pascoli, tutte le montagne e colline sono farmacie.
Good morning Everest!
Quando guardo le montagne ho i sentimenti delle montagne dentro di me: li sento, come Beethoven che sentiva i suoni nella testa quando era sordo e compose la Nona sinfonia. Le rocce, le pareti e le scalate sono un'opera d'arte.
L'acqua che scorre fa muovere l'immobile montagna; i vividi alberi rendono viva l'incallita pietra.
A volte per conoscere la verità occorre smuovere le montagne.
Ogni volta che vedo una montagna mi aspetto che si trasformi in un vulcano.
Rosso di sera sta andando a fuoco una montagna.
Sono così triste che le montagne più di me non le si può amare.
Quando due persone salgono ognuna dalla propria profonda valle e si incontrano in cima ad una grande montagna, non ha importanza quale sia il nome della montagna o da dove vengano quelle persone. Quando siamo in cima abbiamo la sensazione di trovarci sul tetto del mondo.
Non ho nulla di nuovo da insegnare al mondo. La verità e la non violenza sono antiche come le montagne.