Sognava rocce alte, spazi aperti e cielo sopra la testa. Senza, era triste.- Mauro Corona
Sognava rocce alte, spazi aperti e cielo sopra la testa. Senza, era triste.
Correre in ogni stagione, sulle cime dei monti, per vedere se dall'altra parte c'era un mondo migliore, un'altra vita, meno fatiche, meno paure, meno calci in culo.
Freddo e fame non rendono gli uomini buoni, li rendono saggi, forse astuti, di sicuro opportunisti.
Il dolore sopportato in silenzio rende forti nello spirito, ma anche fragili, disinteressati alla vita e privi di ogni difesa.
Il successo non viene mai perdonato, viene chiamato fortuna da chi ne è privo.
Per l'uomo la montagna è una figura paterna con cui misurarsi.
È solo un cane? Che orribile e mortificante parola, è come dire: non può scalare una montagna, è solo un uomo, o quello non è un diamante, è solo un sasso.
Due voci possenti ha il mondo:la voce del mare e la voce della montagna.
Anche l'aver scalato l'Everest diventa banale e quindi noioso. Una montagna è stimolante solo prima che venga affrontata.
Le montagne sono il principio e la fine di ogni scenario naturale.
I monti sono nati per le zuccate che la Terra ha sempre dato contro il Cielo nel tentativo di emularlo.
La montagna è per me un luogo deserto dove si vede il mondo com'era senza di noi e come sarà dopo.
Partoriranno i monti, e nascerà un ridicolo topo.
Una montagna non può spaventare chi vi è nato.
Quando si affronta la montagna, è importante amarla. E per tornare vivo è importante essere amato dalla montagna.