Niente fini, niente grandezza.- Oswald Spengler
Niente fini, niente grandezza.
Quanto rapidamente in una società di citrulli si diventa citrulli.
Fra gli occidentali, furono i tedeschi a inventare gli orologi meccanici, spaventosi simboli del tempo che scorre.
La vanità è sempre un segno di bontà d'animo. Si vuole, in questo modo, il proprio bene solo nella misura in cui si vuole il bene degli altri.
Non è la "fortuna" che mi è mancata. Sarei grato per qualsiasi grande sfortuna mi avesse colpito, purché fosse stata vita.
Di fronte a persone inferiori, con cui ci si mette a discutere per la più nera disperazione, è indifferente che si parli pro o contro qualcosa. A livello così basso la "verità" non ha corso.
È meglio fallire in una causa che alla fine trionferà piuttosto che avere successo in una causa che alla fine fallirà.
Nulla fallisce come il successo perché non impariamo da esso. Noi impariamo solo dai fallimenti.
Non ho un'intelligenza superiore o uno sguardo affascinante. Non riesco a correre 1 miglio in meno di 6 minuti o a conquistare una platea con un discorso. Ma riesco comunque ad avere successo perché continuo a lavorare quando tutti vanno a dormire.
Quando una prestazione straordinaria si dimostra realizzabile, aumenta in tutti i soggetti la convinzione di poter ottenere quel determinato risultato. Viene tolta una barriera mentale e si apre la porta all'impegno.
Un atteggiamento di gratitudine dà sapore ad ogni cosa che fai. Imparare ad essere riconoscenti è la ghirlanda dorata che cinge ogni vita veramente di successo.
Il successo dipende da tre cose: da chi parla, da cosa dice e da come lo dice. E di queste tre, il cosa dice è la meno importante.
I vincenti nella vita trattano il loro corpo come se fosse una magnifica navicella spaziale che fornisce loro il trasporto migliore e dà resistenza alle loro vite.
Con più successo, arrivano problemi maggiori insieme alla più grande capacità di risolverli.
Il successo è l'abilità di passare da un fallimento all'altro senza perdere il tuo entusiasmo.
Il successo esclude un po' dagli altri e ci fa vergognare, nel senso di sentirci privilegiati.