Sta viaggiando: è entrato in quel misterioso gerundio dell'anima che è l'eterno presente del viaggio.- Paolo Rumiz
Sta viaggiando: è entrato in quel misterioso gerundio dell'anima che è l'eterno presente del viaggio.
È il duende lo spirito che si impossessa dell'uomo quando rinuncia agli algidi perfezionismi e all'ansia da prestazione.
Tra viaggiatori succede, ci si raccontano cose anche intime, tanto non ci si rivedrà mai più.
Come si fa a vestirsi di verde e impugnare uno spadone? A uno che si concia così mancano tre cose: identità, senso del ridicolo e sale in zucca.
Si guardano attorno i serbi delle Krajine e dicono: mio dio, che cosa abbiamo fatto.
Difficile diventare adulti se non si fa un viaggio da soli. È un modo per superare la paura dell'altro e anche di sé stessi, in cui ci si trova a fronteggiare la nostalgia, si arriva alla riscoperta delle radici. Finché non fai un viaggio da solo non impari a rapportarti con gli altri.
Il passato non esiste perché non è più, il Futuro non esiste perché non è ancora, e il Presente, in quanto separazione tra due cose che non esistono, non ha alcuna possibilità di esistere.
Il passato è valido solo nella misura in cui è riconosciuto dal presente.
L'uomo non pensa mai all'avvenire, se non quando gli dà noja il presente.
Il momento presente è il solo momento di cui disponiamo, è la porta di ogni momento.
Sono felice dell'oggi! Non parlo del ieri.
Il passato ci appartiene, ma noi non apparteniamo al passato: noi siamo del presente. Costruiamo il futuro, ma non siamo del futuro.
Non è difficile che il passato ritorni presente, è difficile che il presente rimanga futuro.
Il passato non ha importanza. La gente vi resta attaccata perché le permette di ignorare il presente.
Solo il presente ci è tolto, dato che solo questo abbiamo.
Non si può essere ed essere stati. Ma si! Non si può essere stati imbecilli ed esserlo tuttora.