Sta viaggiando: è entrato in quel misterioso gerundio dell'anima che è l'eterno presente del viaggio.- Paolo Rumiz
Sta viaggiando: è entrato in quel misterioso gerundio dell'anima che è l'eterno presente del viaggio.
Mi chiedo se la forza del racconto non nasca nell'uomo da millenni di cammino, se il narrare non nasca dall'andare. E se il nostro mondo abbia disimparato a raccontare semplicemente perché non viaggia più.
È il duende lo spirito che si impossessa dell'uomo quando rinuncia agli algidi perfezionismi e all'ansia da prestazione.
Tra viaggiatori succede, ci si raccontano cose anche intime, tanto non ci si rivedrà mai più.
I nomadi lo sanno: le mappe non servono a orientarsi, ma a sognare il viaggio nei mesi che precedono il distacco.
La politica deve diventare anch'essa mitopoietica, inventare con urgenza parole simbolo capaci di emozionare e unificare.
Il vero amore pensa all'istante e all'eternità, mai alla durata.
Un uomo non è mai felice veramente nel presente, a meno che non sia ubriaco.
Siamo qui, tra un ieri e un domani, e ci struggiamo tanto per capire. Ma sappiamo poco, quasi niente. Il guaio enorme è che, probabilmente, nessuno riuscirà mai a sapere tutto. Nemmeno voi, nemmeno i vostri più lontani nipoti.
Il presente è la sola conoscenza che serve. L'uomo non ci sa stare nel presente.
Gli avari non credono a una vita futura, il presente è tutto per loro.
Non è quello che hai fatto nella tua vita passata a influenzare il presente, ma è ciò che fai nel presente che redimerà il passato e logicamente cambierà il futuro.
Il futuro dipende da ciò che facciamo nel presente.
Una spugna per cancellare il passato, una rosa per addolcire il presente e un bacio per salutare il futuro.
Dimentica il passato e vivi l'ora presente.