Dobbiamo abituarci ad essere normali, alla normalità della vita.- Papa Francesco
Dobbiamo abituarci ad essere normali, alla normalità della vita.
Le comunità cristiane siano sempre luoghi di accoglienza, di confronto aperto e pacato; siano operatrici di riconciliazione e di pace, stimolo per l'intera società nel perseguimento del bene comune e nell'attenzione verso i più bisognosi; siano operatrici della cultura dell'incontro.
Se si crede al principio dell'unità della famiglia umana, fondato sulla paternità di Dio Creatore, e alla fratellanza degli esseri umani, nessuna forma di pressione politica o economica che si serva della disponibilità di alimenti può essere accettabile.
Lo sguardo trascendente della fede che conduce al rispetto e all'amore verso il prossimo ci aiuta a scegliere di essere cittadini di una città particolare e a mettere in pratica atteggiamenti e comportamenti che creano cittadinanza.
E' bello e importante per noi cristiani: incontrarci di domenica, salutarci, parlarci come ora qui, nella piazza. Una piazza che, grazie ai media, ha le dimensioni del mondo.
Quando diciamo "casa" intendiamo un luogo di accoglienza, una dimora, un ambiente umano dove stare bene, ritrovare se stessi, sentirsi inseriti in un territorio, in una comunità.
Che baracconata, la normalità.
Sono sempre in ritardo, in tante cose mi ci vuole molto più tempo delle persone normali. Compenso la supervelocità in pista con la superlentezza nella vita.
Mi diceva un mio professore di italiano "ricordatevi che la cosa più difficile è essere normali, non essere dei fenomeni".
Un momento cosi chissa quando poi tornerà. Un momento cosi io vorrei davvero fosse la normalità.
Quando tutto sembrava tornare alla normalità...
Ciò che caratterizza un soggetto normale, è precisamente il fatto di non prendere mai del tutto sul serio un certo numero di realtà di cui riconosce l'esistenza.
Se non posso essere normale voglio essere un'eccezione, un artista eccezionale.
La normalità stessa è un'anormalità.
La normalità è conformità alle aspettative collettive.