I turisti non sanno dove sono stati. Il viaggiatore non sa dove sta andando.- Paul Theroux
I turisti non sanno dove sono stati. Il viaggiatore non sa dove sta andando.
Quando viaggio sogno veramente molto. Forse questa è per me una delle ragioni principali per viaggiare. Ha qualcosa a che fare con strane stanze, rumori e odori inusuali, con le vibrazioni, col cibo, con le ansie legate al viaggio.
I viaggi che vale la pena di fare ti portano inevitabilmente, prima o poi, a dipendere dalla gentilezza degli sconosciuti, a metterti nelle mani di persone che non hai mai visto affidando loro la tua vita.
La presunzione di onniscienza sorta con internet ha generato l'errata e arrogante convinzione secondo cui lo sforzo fisico del viaggio è diventato superfluo.
Viaggiare in lungo e in largo porta ad una sensazione di chiusura; e il viaggio, così capace di ampliare la mente all'inizio, di fatto la contrae.
Il viaggiatore vede quello che vede, il turista vede quello che è venuto a vedere.
Viaggiare in America è come affondare un coltello caldo in un pane di burro.
Conversare con uomini d'altri secoli é quasi lo stesso che viaggiare.
Solo chi si muove apprezza le soste e non conosce la noia.
Viaggiare significa aggiungere vita alla vita.
Nel viaggio c'è un certo sapore di libertà, di semplicità... un certo fascino dell'orizzonte senza limiti, del percorso senza ritorno, delle notte senza tetto, della vita senza superfluo.
E non c'è niente di più bello dell'istante che precede il viaggio, l'istante in cui l'orizzonte del domani viene a renderci visita e a raccontarci le sue promesse.
Chi ha bisogno di più di una valigia è un turista, non un viaggiatore.
Se volete viaggiare in allegria, come piace a me, trovatevi dei bravi italiani come compagni di viaggio.
Non vado in viaggio per vedere qualcosa, ma per non vedere nulla per un po' di tempo.