Se fossi un detenuto, vorrei un libro per volar via, oltre le mura del carcere.- Peppe Lanzetta
Se fossi un detenuto, vorrei un libro per volar via, oltre le mura del carcere.
Se noi salveremo solo i nostri corpi dai campi di prigionia, dovunque essi siano, sarà troppo poco. Non si tratta infatti di conservare questa vita a ogni costo, ma di come la si conserva.
Noi uomini viviamo come in una specie di prigione, e non possiamo liberarcene da noi medesimi, e tanto meno svignarcela.
Quando le porte della prigione sono aperte, il vero drago volerà fuori.
Un rapimento mistico e sensuale mi imprigiona a te.
Io dico che queste mura sono strane: prima le odi, poi ci fai l'abitudine, e se passa abbastanza tempo non riesci più a farne a meno: sei istituzionalizzato. È la tua vita che vogliono, ed è la tua vita che si prendono. La parte che conta almeno.
Vivere in una piccola città non è sempre idilliaco: ci si sente in trappola e si è maggiormente consapevoli delle ipocrisie della società.
C'è la speranza che un giorno ci sia un mondo migliore, senza più prigioni.
Sono la più forte contraddizione delle sbarre, i libri. Al prigioniero steso sulla branda spalancano il soffitto.
Le prigioni trovano sempre dei guardiani.
Stare fuori di prigione è meglio di qualsiasi titolo: sono stato il peggior avversario di me stesso.