L'inverno dello spirito. Mors ontologica. Quando l'anima è morta.- Philip K. Dick
L'inverno dello spirito. Mors ontologica. Quando l'anima è morta.
Quindi, i libri sono reali anche per me; mi collegano non solo ad altre menti ma alla visione di altre menti, a ciò che quelle menti comprendono e vedono.
La realtà è quella cosa che, anche se smetti di crederci, non svanisce.
Non cercare di risolvere questioni gravi nel bel mezzo della notte.
Anche senza l'aiuto dell'organo Penfield, era raggiante di ottimismo. E di una rabbiosa, lieta anticipazione.
È sorprendente: il potere della morte umana di far rinsavire. Ha più peso di ogni parola, di ogni argomento: è la forza ultima. Si impossessa della tua attenzione e del tuo tempo. E ti lascia cambiato.
O, Vento Se l'inverno incombe, può la Primavera essere lontana alle sue spalle?
L'inverno è la stagione che preferisco. La natura diventa magica, c'è un silenzio surreale, è il periodo in cui lavoro meglio. Riesco a concentrarmi. L'inverno mi ispira.
Dove sono le nevi d'un tempo che l'aprile ha disciolto?
Surge nel chiaro inverno la fosca turrita Bologna, E il colle di sopra bianco di neve ride.
Tutti i grandi uomini sono dei sognatori. Vedono cose nella leggera foschia primaverile, o nel fuoco rosso della sera d'un lungo inverno.
Ora è l'inverno della nostra scontentezza reso gloriosa estate dal riscaldamento centralizzato.
L'inverno è una primavera che si ignora.
Se non avessimo l'inverno, la primavera non sarebbe così piacevole: se qualche volta non provassimo le avversità, la prosperità non sarebbe così gradita.
La gente mi chiede cosa faccio in inverno quando non c'è baseball. Vi dico cosa faccio. Guardo dalla finestra e aspetto la primavera.