La bellezza è per i mortali la madre di tutto cò che è dolce.- Pindaro
La bellezza è per i mortali la madre di tutto cò che è dolce.
L'invidia e le teste vuote vanno sempre insieme.
Non cantata, l'azione più nobile morirà.
Senza fatiche pochi colgono gioie.
Il tacere spesso è per l'uomo il più saggio pensare.
Quando ci si cimenta in una gara, solo la vittoria libera dalla tensione della prova.
La vita della nostra città è ricca di soggetti poetici e meravigliosi. Siamo avvolti ed immersi come in un'atmosfera che ha del meraviglioso, ma non ce ne accorgiamo.
L'architettura deve avere fascino; è un fattore di bellezza nella società. Ma la vera bellezza non è una concezione della forma: essa è il risultato di armonia tra diversi fattori intrinseci, non ultimo, quello sociale.
Passa la bellezza, come profumo all'aria, e il suo ricordo sarà un rimpianto. Dura invece la bontà, come l'incenso nel chiuso tabernacolo, la carità fatta non invecchia mai, ed è sempre sorella alla carità da farsi.
La bellezza delle cose esiste nella mente di chi le osserva.
La bellezza, la gioia solo per la gioia, indipendente dal bene, è ripugnante. Io l'ho conosciuta e l'ho gettata via. Il bene senza bellezza dà tormento. Solo l'unione dei due o, piuttosto non l'unione, bensì la bellezza come aureola del bene. Mi sembra che questo sia vicino alla verità.
La pigrizia è la ruggine della bellezza, la distrazione è la ruggine del guardiano.
L'arte e la cultura rimandano ad un concetto di bellezza che serve a fornire all'uomo strumenti migliori per la convivenza sociale e civile.
Essere molto belli è come essere molto intelligenti: una menomazione sociale.
Noi dobbiamo lottare per la bellezza perché senza Bellezza non si vive, E questa lotta deve investire ogni particolare: altrimenti come faremo un giorno a riempire piazza San Pietro?
La giovinezza senza la bellezza ha pur sempre del fascino; la bellezza senza la giovinezza non ne ha alcuno.