Odio le citazioni. Dimmi quello che sai.- Ralph Waldo Emerson
Odio le citazioni. Dimmi quello che sai.
La solitudine è impraticabile e la società fatale. Dobbiamo tenere la testa nell'una e le mani nell'altra.
Quelli che vivono per il futuro sembrano sempre egoisti a quelli che vivono per il presente.
Nella vita abbiamo soprattutto bisogno di una persona che ci costringa a realizzare ciò di cui siamo capaci. Questo è il ruolo dell'amicizia.
Noi giudichiamo la saggezza di un uomo dalle sue speranze.
Non esiste propriamente storia, ma solo biografia.
Nelle nostre citazioni c'è molto di personale.
Non v'è meno spirito né meno inventiva nel citare in modo appropriato un pensiero trovato in un libro che nell'essere il primo autore di quel pensiero.
L'esattezza delle citazioni, è una virtù più rara di quel che si pensi.
Le nostre citazioni preferite sono quelle conclusioni cui avevamo già pensato, ma alle quali non eravamo ancora arrivati.
Citare non è affatto un peccato, esistono libri fatti quasi esclusivamente così.
Per necessità, per naturale propensione, per il piacere di farlo, tutti noi citiamo.
Con le citazioni si mostra la propria erudizione e si sacrifica la propria originalità.
Io non amo far citazioni; di solito, è una faccenda spinosa: si trascura ciò che precede e segue il passo che si cita e ci si espone a mille contestazioni.
Subito dopo il creatore di una buona frase viene, in ordine di merito, il primo che la cita.