L'uomo molto giovane è un animale ribelle al dolore.- Raymond Radiguet
L'uomo molto giovane è un animale ribelle al dolore.
Bisogna ammettere che se il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce, gli è che questa è meno ragionevole del nostro cuore.
La cosa triste non è lasciare la vita, bensì lasciare ciò che le dà un senso.
Tutte le madri, per principio, non augurano niente di meglio ai figli che il matrimonio, ma disapprovano la donna che essi scelgono.
Il fulmine che si abbatte su un uomo è così rapido che egli non soffre. Ma, per colui che lo accompagna, è un triste spettacolo.
Sicuramente siamo tutti dei Narcisi, che amano e detestano la propria immagine, ma sono indifferenti a tutte le altre.
Più il dolore è determinato e preciso, più l'istinto della vita si dibatte, e cade l'idea del suicidio.
Tutto è più doloroso se ci si pensa.
Sono certo di parlare a nome della mia nazione intera, quando dico: l'11 settembre siamo tutti americani, nel dolore come nella sfida.
Se è vero che ci si abitua al dolore, come mai con l'andare degli anni si soffre sempre di più?
Non ci consoliamo dai dolori, semplicemente ce ne distraiamo.
Ogni dolore viene scritto su lastre di una sostanza misteriosa al paragone della quale il granito è burro. E non basta un'eternità a cancellarlo.
Il dolore. Se ti posso sopportare, sei leggero; se non posso, durerai poco.
È stupido strapparsi i capelli nel dolore, come se la pena fosse diminuita dalla calvizie.
Chi continua a esultare sul rogo, non trionfa sul dolore, ma del fatto di non provare dolore laddove se l'aspettava. Una metafora.
I dolori immaginari sono di gran lunga i più reali, dato che ne abbiamo un bisogno costante e li inventiamo perché non c'è modo di farne a meno.