Se è vero che ci si abitua al dolore, come mai con l'andare degli anni si soffre sempre di più?- Cesare Pavese
Se è vero che ci si abitua al dolore, come mai con l'andare degli anni si soffre sempre di più?
La strategia amorosa si sa adoperare soltanto quando non si è innamorati.
Quale mondo giaccia al di là di questo mare non so, ma ogni mare ha un'altra riva, e arriverò.
La fantasia umana è immensamente più povera della realtà.
Quando ci lasciavamo non ci pareva di separarci, ma di andare ad attenderci altrove.
Troppo sovente, mi pare, l'immagine di Walt Whitman che i commentatori hanno dinanzi agli occhi è quella del vecchio barbuto e secolare, intento a contemplare la farfalla o a comprendere nelle occhiaie mansuete la serenità finale di ogni gioia e miseria dell'universo.
Ci sono anche dolori di lusso, che recano lustro a chi li sopporta.
Ascoltatemi nel mio dolore, perché può darsi che non vi richiami mai più.
Annaffierei le rose con le mie lacrime per sentire il dolore delle loro spine e il rosso bacio dei loro petali.
Dopo un grande dolore, arriva un sentimento formale.
Anche il dolore è una medicina.
Non dura ininterrottamente il dolore della carne; il suo culmine dura anzi un tempo brevissimo; e ciò che di esso appena oltrepassa il piacere non si protrae molti giorni nella nostra carne. Le lunghe malattie poi arrecano alla carne più piacere che dolore.
Ognuno dovrebbe rivendicare il diritto di esibire il proprio dolore.
Il dolore non è affatto un privilegio, un segno di nobiltà, un ricordo di Dio. Il dolore è una cosa bestiale e feroce, banale e gratuita, naturale come l'aria.
Di due dolori che insorgono contemporaneamente, ma non nello stesso luogo, il più violento soffoca l'altro.
Niente più del dolore fa crescere e insegna a gustare ogni attimo di quel dono grandioso che è la vita.