Non ci consoliamo dai dolori, semplicemente ce ne distraiamo.- Stendhal
Non ci consoliamo dai dolori, semplicemente ce ne distraiamo.
Il colmo del ridicolo è che basti credere di meritare un posto per ottenerlo.
La politica è una pietra al collo della letteratura che, in meno di sei mesi, la sommerge. La politica in mezzo agli interessi della fantasia è un colpo di pistola nel bel mezzo di un concerto.
La bellezza è soltanto la promessa della felicità.
A Parigi, nel momento in cui si decide di andare a Roma, bisognerebbe stabilire di andare al museo un giorno sì e uno no: si abituerebbe l'anima a sentire la bellezza.
La peggiore disgrazia in prigione, è di non poter chiudere la propria porta.
Dopo millenni di odi e di guerre per lo meno dovremmo avere imparato questo: che il dolore non ha bandiera.
Bisognerebbe essere orgogliosi del dolore, ogni dolore ci rammenta il nostro alto livello.
Ogni dolore che non distacca è dolore perduto.
Il dolore fa più rumore di qualsiasi rumore.
Chi si abbandona al dolore senza resistenza o si uccide per evitarlo abbandona il campo di battaglia prima di aver vinto.
Il dolore è il punto d'appoggio del piacere.
Chiunque può sopportare un dolore tranne chi ce l'ha.
Chiunque noi siamo, e qualunque cosa possediamo il dolore ch'è essenza della vita non si lascia rimuovere.
Era proprio così: anche le cose tristi passavano, anche i dolori, le disperazioni, come le gioie, impallidivano, perdevano la loro profondità e il loro valore, fin che veniva un momento in cui non ci si poteva più ricordare cos'era stato a far tanto male. Anche i dolori sfiorivano ed appassivano.
Dov'è il dolore, là il suolo è sacro.