Chi suda, chi lotta, chi mangia una volta, chi gli manca la casa, chi vive da solo...- Rino Gaetano
Chi suda, chi lotta, chi mangia una volta, chi gli manca la casa, chi vive da solo...
E cantando le sue canzoni le storie di sangue le storie d'amore anche se lui non c'è più ha lasciato al paese un po' del suo cuore.
Sorridi e sopprimi ogni tua gelosia nel letto di Lucia, falsifichi assegni cambiando grafia nel letto di Lucia, dipingi scommetti e ti scordi la via nel letto di Lucia, guarisce d'incanto la tua malattia nel letto di Lucia.
Sognare la vita, vivere un sogno, cantare per non vivere niente.
Il cane, più prende bastonate più ti è fedele: una figura politicamente assurda per i tempi che viviamo.
Chi vive col padre, chi fa la rapina, chi sposa la Gina, chi ha rotto con tutti, chi vince a Merano, chi cerca il petrolio, chi dipinge ad olio, chi chiede un lavoro...
Vi sono dei momenti di parossismo durante la pugna nei quali la morte perde tutto il suo orrore e ammiri tale che sarebbe fuggito dinanzi ad un cavaliere disarmato, non far caso di una grandine fitta di fucilate che lo prendono a bersaglio.
Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui.
La vita è una lotta continua e discontinua.
Si immagini da qualche parte in un romanzo, questo la aiuterà a lottare contro la paura.
La musica mi ha sempre aiutato nei momenti peggiori ed è per questo che la musica non si deve fermare. Per riflettere, per stare insieme, per andare avanti, senza nessun timore.
Lottare per perdere è il fesso agonismo delle anime.
Avevi proprio ragione quel giorno, riguardo alle persone che si nascondono dietro le loro battaglie per evitare di affrontare la propria vita. E quindi io volevo dirti grazie, per merito tuo Mike, non sono più la stessa persona di prima.
La lotta e la ribellione comportano sempre una certa dose di speranza, mentre la disperazione è muta.
Al giorno d'oggi nessuno combatte veramente contro un altro. Oggi i gruppi dirigenti fanno innanzitutto guerra ai propri sottoposti, e il fine della guerra non è quello di conseguire o impedire conquiste territoriali, ma di mantenere intatta la struttura della società.
Chi prende la spada, morirà di spada. Ma chi l'abbandona morirà sulla croce.