Cosa ci riserverà il futuro? Un altro passato.- Roberto Gervaso
Cosa ci riserverà il futuro? Un altro passato.
Un uomo che piange o è veramente grande o è irrimediabilmente piccolo.
L'amore platonico ha questo di bello: non si ha, poi, la scocciatura di rivestirsi.
La seconda età ci toglie l'entusiasmo della prima e non ci dà la rassegnazione della terza.
Il divorzio è un regolamento di conti. Come il matrimonio.
Gli amori eterni esistono. Peccato che non durino.
L'avvenire è la porta, il passato ne è la chiave.
Scarta la tua memoria, scarta il tempo futuro del tuo desiderio; dimenticali entrambi in modo da lasciare spazio ad una nuova idea. Forse sta fluttuando nella stanza in cerca di dimora un pensiero, un'idea che nessuno reclama.
Se non impariamo dalla storia, siamo condannati a ripeterla. Vero. Ma se non cambiamo il futuro, siamo condannati a sopportarlo. E questo sarebbe peggio.
Non c'è presente. C'è solo l'immediato futuro e il recente passato.
È chiaro che il futuro offre grandi opportunità. È anche disseminato di trabocchetti. Il trucco consiste nell'evitare i trabocchetti, prendere al balzo le opportunità e rientrare a casa per l'ora di cena.
In questo grande futuro, non puoi dimenticare il tuo passato.
L'attesa è il futuro che si presenta a mani vuote.
Il futuro, di nuovo ignoto, scorre verso di noi, e io lo affronto per la prima volta con un senso di speranza, perché se un robot, un Terminator, può capire il valore della vita umana, forse potremo capirlo anche noi.
Non mi va di parlare del futuro, sono scaramantica, tremendamente superstiziosa. Ma vi assicuro che ho dei piani superprecisi.
Se vuoi un'immagine del futuro, immagina uno stivale che schiaccia una faccia umana per sempre.