Il divorzio è un regolamento di conti. Come il matrimonio.- Roberto Gervaso
Il divorzio è un regolamento di conti. Come il matrimonio.
L'educazione ha lo scopo di farci dimenticare quello che la natura ci ha insegnato.
La donna che vuol essere di un solo uomo, vuole in realtà che quest'uomo sia solo suo.
Vent'anni: pochi pensieri e tanti desideri.
Le donne che pretendono una lunga corte, o sono frigide o vogliono sembrare virtuose. In entrambi i casi, è meglio lasciarle perdere.
L'italiano non s'organizza: s'arrangia.
Ormai non ci si stupisce che divorzino, ci si stupisce che si sposino.
Il divorzio è un sistema per mezzo del quale, se due persone commettono un errore, una sola delle due deve pagare per questo.
I divorziati possono fare la comunione, sono i divorziati in seconda unione che non possono. Bisogna guardare al tema nella totalità della pastorale matrimoniale.
Per decenni passavo per una disfattista a causa del divorzio e l'aborto, ora i giornali del Cavaliere mi chiamano Santa Maria Goretti, parruccona, Torquemada... Ma tutto questo a me pare solo un segno di debolezza e di nervosismo.
Nelle separazioni, è chi non è davvero innamorato che sa dire le cose più tenere.
La differenza tra il divorzio e la separazione legale è che la separazione legale dà al marito il tempo di nascondere il proprio denaro.
Chi condivide una vita a due nello stesso appartamento, sappia che presto l'unico trait d'union sarà l'amministratore dello stabile.
Il divorzio è così naturale che in molte case dorme tutte le notti fra i due sposi.
I giudici, come classe, dimostrano, nel fissare gli alimenti da passare al coniuge, la generosità illimitata che si riscontra solo in chi regala i soldi di qualcun altro.
Per un po' abbiamo riflettuto se fosse meglio fare una vacanza o divorziare. Abbiamo deciso che un viaggio alle Bermuda finisce in due settimane, ma un divorzio è qualcosa che ti resta per sempre.