La massa non vuol essere amata, ma sedotta.- Roberto Gervaso
La massa non vuol essere amata, ma sedotta.
I danni prodotti dalla disonestà intellettuale sono di norma assai più gravi di quelli prodotti dal furto di un bene materiale.
Il moralista, impegnato a predicare la virtù, difficilmente troverà il tempo di praticarla.
L'educazione ha lo scopo di farci dimenticare quello che la natura ci ha insegnato.
L'aforisma è come l'asparago: il buono è nella punta.
A pentirsi c'è sempre tempo, a peccare no!
La massa non si sente mai sazia. Fin quando resta un uomo non ancora catturato da lei, essa mostra il suo appetito.
Le masse non hanno mai avuto sete di verità. Chi può fornire loro illusioni diviene facilmente il loro comandante, chi tenta di distruggere le loro illusioni è sempre la loro vittima.
Al diritto divino dei re s'è sostituito il diritto meglio che divino delle masse; all'infallibilità del papa l'infallibilità delle maggioranze. Il rivolgimento è grande; non forse altrettanto grande il guadagno.
Pur essendo incline a tutti gli estremi, la massa può venir eccitata solo da stimoli eccessivi. Chi desidera agire su essa, non ha bisogno di coerenza logica fra i propri argomenti; deve dipingere nei colori più violenti, esagerare e ripetere sempre la stessa cosa.
La grande massa pensa assai poco perché le mancano il tempo e l'esercizio necessari. Ma, così, conserva molto a lungo i suoi errori.
Le masse sono rudi, storpie, scomposte, pericolose nelle loro pretese e nella loro influenza, e non hanno bisogno di essere lusingate, ma di essere ammaestrate.
È più facile morire per le masse che viverci insieme.
La massa non fa nessun progresso.
La declamazione dell'autenticità individuale diventa una posa quando si parla contro la massa dimenticando di farne parte.
E' la massa ad avere il senso comune, che invece è sempre mancato ai dotti di ogni epoca.