Pessimismo dell'intelligenza, ottimismo della volontà.- Romain Rolland
Pessimismo dell'intelligenza, ottimismo della volontà.
La vita non è raffinata. La vita non si prende con i guanti.
Il compito degli intellettuali è quello di ricercare la verità in mezzo all'errore.
V'è un solo eroismo al mondo: vedere il mondo com'è e amarlo.
La vita non è triste. Ha delle ore tristi.
In questo momento sono alle prese con una nuova teoria dell'atomo. Peccato che non conosca sufficientemente la matematica; ma sono piuttosto ottimista: se riesco a creare questa teoria, sarà molto bella.
Probabilmente mi affascina di più chi affronta con ottimismo i mille problemi quotidiani della vita di chi attraversa il deserto in monopattino.
Questo nostro mondo è diviso in vincitori e vinti, dove i primi sono tre e i secondi tre miliardi. Come si può essere ottimisti?
L'ottimismo non è altro, molto spesso, che un modo di difendere la propria pigrizia, la propria irresponsabilità, la volontà di non far nulla.
L'ottimismo è una forma di coraggio che dà fiducia agli altri e conduce al successo.
Un carattere ottimista, quantunque sempre si aspetti più bene di quanto non ne capiti, non sconta sempre le sue speranze con un abbattimento proporzionato. Ben presto sorvola sull'insuccesso presente, e comincia a sperare di nuovo.
Il posto dopo più fiorisce l'ottimismo è il manicomio.
Ogni fede viene messa alla prova mediante i suoi effetti pratici nella vita. Se è vero che l'ottimismo permette al mondo di andare avanti e che il pessimismo lo rallenta, allora è pericoloso propagare una filosofia pessimista.
Un ottimista è colui che crede che una donna abbia terminato la sua telefonata solo perché ha detto: "...allora ti saluto...".
Le parole degli ottimisti pugnalano nella schiena l'infinità di martirio degli esseri umani sulla terra.