I consulenti del presidente hanno torto. È come dico io.- Ronald Quincy
I consulenti del presidente hanno torto. È come dico io.
È preciso dovere dell'uomo quello di amare persino chi gli fa torto.
A torto si lamentan li omini della fuga del tempo, incolpando quello di troppa velocità, non s'accorgendo quello essere di bastevole transito; ma bona memoria, di che la natura ci ha dotati, ci fa che ogni cosa lungamente passata ci pare esser presente.
E c'è una terra di mezzo tra il torto e la ragione, la maggior parte del mondo la puoi trovare là.
Solo perché si è paranoici non significa che non si abbia torto.
Per ogni torto sociale, ci deve essere un rimedio. Ma il rimedio non può essere niente di meno che l'abolizione del torto.
Ho presentato lo stesso spettacolo per più tempo di chiunque altro al mondo. Solo tra i concorrenti dello Zechhino d'Oro sono passati da me più di 3.000 bambini.
Riconoscere i propri torti e domandarne altrui scusa, non è già un avvilirsi, ma è anzi un rialzarsi nella stima degli altri e di noi.
Non festeggio più gli anni, solo i mesi. Sono come quel pescatore genovese che mi disse: "Non ne ho più di anni, li ho finiti".
Quand'hai commesso un torto, non mentir mai per negarlo od attenuarlo. Debolezza turpe è la menzogna. Concedi d'avere errato; qui v'è magnanimità; e la vergogna che ti costerà il concedere, ti frutterà la lode de' buoni.
Non ci sono torti imperdonabili, se non quelli di chi non si ama più.