I monti a cupo sonno supini giacciono affranti.- Salvatore Quasimodo
I monti a cupo sonno supini giacciono affranti.
Il cuore domanda o che i suoi piaceri siano accresciuti o che i suoi dolori siano compianti, domanda di agitarsi e di agitare perché sente che il moto è nella vita e la tranquillità nella morte.
Isole che ho abitato verdi su mari immobili.
Avidamente allargo la mia mano: dammi dolore cibo cotidiano.
Mi trovi deserto, Signore, nel tuo giorno, serrato ad ogni luce. Di te privo spauro, perduta strada d'amore, e non m'è grazia nemmeno trepido cantarmi che fa secche mie voglie.
Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera.
La montagna se praticata in un certo modo è una scuola indubbiamente dura, a volte anche crudele, però sincera come non accade sempre nel quotidiano.
La montagna non è un mostro che uccide Le vite perdute su di lei sono una sua ferita e vengono rimborsate con salvezze offerte ad altri. Tutti i successi alpinistici provengono da un lasciapassare.
Quando si affronta la montagna, è importante amarla. E per tornare vivo è importante essere amato dalla montagna.
I monti sono nati per le zuccate che la Terra ha sempre dato contro il Cielo nel tentativo di emularlo.
Arrampicati solo un poco sulla montagna, per vedere se è una montagna. Dalla cima, non potresti vedere se è davvero una montagna.
Due voci possenti ha il mondo:la voce del mare e la voce della montagna.
Vedere la mia infanzia? Più di dieci lustri me ne separano e i miei occhi presbiti forse potrebbero arrivarci se la luce che ancora ne riverbera non fosse tagliata da ostacoli d'ogni genere, vere alte montagne: i miei anni e qualche mia ora.
Spesso non è la montagna avanti a te che ti consuma. E' il sassolino nella scarpa.
La montagna più alta rimane sempre dentro di noi.
Quando una donna vuole una cosa, tremano le montagne, si muovono le maree, quando una donna vuole un uomo trema l'universo intero.