Essere dipendenti vuol dire essere poveri, essere indipendenti vuol dire accettare di non arricchirsi.- Serge Latouche
Essere dipendenti vuol dire essere poveri, essere indipendenti vuol dire accettare di non arricchirsi.
Oggi più che mai lo sviluppo sacrifica le popolazioni e il loro benessere concreto e locale sull'altare del «benavere» astratto, deterritorializzato.
Tutti i governi, che lo vogliano o no, sono «funzionari» del capitale e strumenti della piccola internazionale dei nuovi padroni del mondo.
La decrescita è uno slogan politico con implicazioni teoriche, una "parolabomba", come dice Paul Ariès, che vuole far esplodere l'ipocrisia dei drogati del produttivismo.
La nostra società ha legato il suo destino a un'organizzazione fondata sull'accumulazione illimitata. Questo sistema è condannato alla crescita. Non appena la crescita rallenta o si ferma è la crisi, il panico.
Una persona intelligente deve dedicarsi ad acquisire quel che è strettamente necessario, per non dipendere da nessuno; ma se, raggiunta questa sicurezza, perde tempo per aumentare la sua ricchezza, è un poveraccio.
Avendo creato ogni uomo capace di provvedere alla propria esistenza, l'ha dichiarato indipendente e libero.
Il problema nel celebrare il Giorno dell'Indipendenza è che noi tendiamo a guardare indietro a ciò che ha reso questa grande nazione quello che è e diamo poca importanza ad un futuro che minaccia quello che gli uomini liberi hanno di più caro, ossia la libertà.
L'uomo povero, ma indipendente, non è che agli ordini della necessità. L'uomo ricco, ma dipendente, è agli ordini di un altro uomo o di molti.
Se si è felici si è meno soggetti alla propaganda televisiva e alla dipendenza dagli acquisti compulsivi.
Nel Pd anziché creare un pensiero originale si oscilla tra babele culturale e voglia di mettere all'angolo chi dissente. La promessa, dunque, non è mantenuta: non c'è un partito nuovo, ma il ceppo del Pds con molti indipendenti di centrosinistra.
La felicità sta nell'essere indipendente e nel risolvere i propri problemi da solo.
Quando si ha un'anima forte conviene operare, scrivere o morire.
Pensa in modo sbagliato, se vuoi, ma in ogni caso pensa con la tua testa.
Non chinarsi davanti a nessuna autorità, per quanto rispettata; non accettare nessun principio, finché non sia stabilito dalla ragione.